Il messaggio più vero per le generazioni che s’affacciano alla vita

A questo mondo ci sono ancora delle cose belle che mi fanno sognare, pur essendo ormai logoro e vecchio. Ne ho avuto prova quando ho appreso che due milioni di giovani si sono trovati a Madrid per incontrare il nostro vecchio Papa percorrendo centinaia di migliaia di chilometri per arrivarvi, dormendo per terra e mangiando male, eppure felici, dicendo a tutti la gioia e l’orgoglio della propria fede.

Quando penso che anche dalla nostra diocesi di Venezia ben mille giovani si sono uniti ai giovani di tutti i popoli della terra per dichiararsi, col sorriso sul volto, discepoli di Cristo! Allora mi son detto che non tutto è perduto, anzi per la Chiesa s’affaccia all’orizzonte una nuova primavera, nonostante le secolarizzazioni, le guerre disumane, gli scandali e i mille predicatori…. saccenti ed ostinati di nichilismo e di perversione umana e di ateismo militante. Quali sono oggi gli uomini della politica che si dicono apportatori di novità e detentori del domani, e i filosofi, i sociologi, gli uomini della cultura che riescono ad ottenere l’adesione e l’entusiasmo di tanta gioventù, quante sedi dei partiti, salotti della cultura o i detentori dei mass-media possono contare solamente su pochi fanatici pieni di supponenza e spesso anche di disordine interiore?

Una volta ancora debbo concludere che il messaggio di Gesù è il più vero, il più esaltante, quello che risponde meglio alle attese e ai bisogni più veri delle generazioni che s’affacciano alla vita e che non sono ancora state profanate dai cattivi profeti del nostro tempo.

Una volta ancora debbo affermare che noi cristiani dobbiamo essere convinti ed orgogliosi di possedere il messaggio più vero, più umano e soprattutto il messaggio per il domani.

Una volta ancora debbo ripetere che il cristianesimo non va vissuto in difesa , all’ombra del campanile, nelle serre e nel chiuso dei circoli, ma deve sempre essere all’attacco, presente ove si fa la storia, capace di dialogare e di proporsi a tutti senza complessi di inferiorità, senza paura della vita, del domani e soprattutto delle forze delle tenebre. Credo che Madrid sia la risultante di quel grido di battaglia di Papa Karol: “Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo!”.

I preti e le parrocchie che si muovono in questa ottica non soltanto non retrocedono, ma avanzano sereni.

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