L’ingloriosa fine dei “potenti” che si schierano contro Cristo

Qualche giorno fa sono stato a Mogliano per celebrare il commiato cristiano per la mamma di una cara volontaria del “don Vecchi”. Assieme al vecchio parroco, che mi ha fatto arrossire perché, pur essendo quasi un mio coetaneo, è ancora “in servizio” ed è parroco da ben 35 anni sempre nella stessa parrocchia, mentre io ho ceduto le armi molto prima, abbiamo ricordato un suo vecchio predecessore, monsignor Fedalto.

Monsignor Fedalto, mestrino di nascita – ma a quel tempo Mestre era ancora sotto la diocesi di Treviso – è stato un famosissimo oratore, tanto che il parroco di Mogliano diceva che egli aveva predicato tantissime “missioni popolari”, “quaresime” e “avventi” a non finire.

A quei tempi, che corrispondevano alla mia adolescenza, quando un oratore di grido saliva in pulpito, faceva veramente scena, pestava i pugni, declamava, si commuoveva e faceva commuovere.

Ricordo di aver assistito ad una di queste prediche il cui tema di fondo era il “non prevalebrunt”, ossia le forze del male, per quanto insidiose e cattive, non avrebbero mai vinto e distrutto la roccia della Chiesa e la bianca figura del Papa.

Ricordo il vigore con cui l’oratore citava i nemici, che ad un certo momento sembrava avessero sconfitto ed umiliato la Chiesa, mentre invece erano finiti miseramente nella polvere. Aveva ragione don Fedalto, anche se lo gridava con voce tonante da oratore.

Che fine hanno fatto Mussolini, Hitler, Stalin, i persecutori della Chiesa del Messico o della Spagna? La stessa di Napoleone e di tutti i miscredenti che si sono succeduti nei secoli!

Ho pensato al sermone tonante di monsignor Fedalto leggendo la fine di Zapatero, il socialista miscredente ed anticlericale che, con perfidia e supponenza degna di miglior causa, ha nuovamente tentato di scardinare i valori morali, il costume e la fede degli spagnoli. Questo statista che ha sfidato la Chiesa e ora, con la coda tra le gambe si ritira, certo dell’inevitabile sconfitta; anch’egli sta facendo la fine di tutta quella gente boriosa che tante volte, durante i secoli, ha steso prematuramente l’atto di morte del cristianesimo.

In queste settimane ho pensato alla valanga di giovani di tutto il mondo che hanno invaso pacificamente e gioiosamente le strade e le piazze di Madrid. Spero che abbiano fatto capire a Zapatero che il domani è e sarà sempre di Cristo, mentre le forze del male delle quali egli è stato per qualche anno triste e melanconico portabandiera, sono destinate a sicura sconfitta.

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