Ricordo di un cristiano coraggioso

Ho parlato ieri della visita all’anziana mamma di uno dei miei “ragazzi” di un tempo.

Anche se ormai il mio ministero di sacerdote si svolge quasi esclusivamente al “don Vecchi” ed in cimitero, ben volentieri ho aderito ad accettare questo “lavoro straordinario”. E’ stato bello conversare con questa cara signora, da sempre riservata e di poche parole, ma ora ancor più, a causa dell’età avanzata e a qualche difficoltà a livello fisico.

Mentre conversavo amabilmente con questa creatura, vedova ormai da molti anni, mi tornò alla memoria un altro incontro ben più drammatico con un membro di questa cara famiglia. Il marito di questa signora occupò per anni un posto di primo piano nel sindacato – credo fosse segretario regionale della CISL. Quelli erano anni caldi per il sindacato e più ancora per quel sindacato, che s’era smarcato con coraggio dall’egemonia della CGL, cinghia di trasmissione diretta con Botteghe oscure.

Militare nella CISL, professare la propria fede, avere una posizione equilibrata da cristiani adulti nella Chiesa, non abbracciare una posizione costante da barricate, non era una cosa facile. Eppure quest’uomo, ancor giovane, fu un cristiano militante, libero e adulto nella fede. Un tumore lo aveva aggredito alla gola. Mi mandò a chiamare, mentre era ricoverato nel reparto di otorinolaringoiatria di Villa Tevere. Chiese lucidamente i sacramenti e li ricevette con fede e poi mi chiese di occuparmi dei suoi figli: «Il più grande, mi disse, mi pare che ormai cammini con le sue gambe, ma il più piccolo ha ancora bisogno di una guida quando non ci sarò più». Morì poco dopo.

I suoi figli crebbero in parrocchia come il padre desiderava ed ora sono due professionisti affermati e due cristiani seri. D’altronde, con un padre di quella levatura morale ed una madre parca di parole ma forte nella testimonianza, non avrebbe potuto essere altrimenti.

Oggi pare che la società e la Chiesa siano preoccupate dei giovani, mentre dovremmo essere più preoccupati che “le radici” familiari siano più ancorate sui valori più sacri e più basilari.

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