La politica italiana

Non mi pare che De Magistris, nonostante appartenga al partito delle regole, della legge e dei giudici, stia risolvendo brillantemente i problemi dei rifiuti di Napoli.

Sembra che anche lui, una volta ancora, e con la solita lagna ed insistenza, chieda l’intervento del governo e l’aiuto delle altre regioni. La cosa potrebbe essere comprensibile e condivisibile se fosse la prima volta che il sud chiama il nord, ma non è la prima, la seconda, e nemmeno la decima… ormai, dalla fine della guerra, che è terminata più di mezzo secolo fa, Napoli non fa che ripetere la “fiaba del sior Intento”.

Ho seguito il tiramolla delle varie regioni che, più o meno ipocritamente, tergiversano perché credo che Napoli, nonostante il “sole mio”, ha finito per stufare un po’ tutti.

Il nostro Zaia ha tentato di togliersi dai guai dicendo che è disposto a mandare dei tecnici per insegnare le tecniche che usiamo noi nel Veneto. Se accetteranno perderemo i soldi del biglietto della ferrovia per il viaggio di questi tecnici, ma non sarà il peggiore dei mali! In Italia credo che sia sicuramente finito il tempo di cercare l’uomo forte – perché di esperienze amare ne abbiamo già fatte a sufficienza – ma che sia ora di mettere in piedi una democrazia forte, che faccia rispettare le leggi, che punisca in maniera esemplare i trasgressori non mettendoli in carcere, perché ci costerebbero 250 euro al giorno, ma mettendoli a fare lavori “socialmente utili”.

Finché però rimarremo in balia di amministratori locali e nazionali che sono vittime e prigionieri del loro elettorato, non ne andremo mai fuori da questo pantano.

Qualche giorno fa, parlando con un tecnico sul mio bisogno di reperire gli spazi per un’opera altamente sociale, qual’è il “don Vecchi” per gli anziani in perdita di autosufficienza, questi mi faceva osservare che quel determinato assessore non me lo avrebbe mai concesso, per non scontentare il rione in cui aveva la sua base elettorale.

Un mio amico mi ha passato una sua ricerca sul numero di italiani impegnati in politica e sui costi relativi: c’è veramente da mettersi le mani nei capelli! Con gli anziani del “don Vecchi” neanche tento di fare un colpo di stato o la rivoluzione; dovrò rassegnarmi al pensiero che a tempo debito il Signore “metterà il grano buono nel granaio” e la gramigna nella fornace ardente.

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