A oltre ottantanni sono ancora felice custode della Casa del Signore!

Quando alle 7,30 precise si apre il grande cancello sul piazzale del cimitero, io sono ogni mattina pronto per entrarvi. Comincio così il mio ministero di prete anziano che fa servizio nelle retrovie della linea del fronte.

Per prima cosa butto uno sguardo compiaciuto e riconoscente per la cornice esterna della mia chiesa, povera ma quanto mai accogliente. Mi fermo un istante a rimirare le aralie, che come una trina verde, ricamano l’interno delle finestre. Mi fermo un altro istante a rimirare la fila continua di vaschette con le begonie rosse giganti che sembrano quasi uno squadrone della guardia svizzera che rende gli onori alla reggia del Signore.

Entro nella frescura mattutina del luogo sacro, raccolto, accogliente e profumato di silenzio. Uno sguardo alla lunga sequenza di sedie bianche che presto accoglieranno i fedeli: sembra che abbiano fatto compagnia per tutta la notte al Padrone di casa che attende di dare udienza dal Suo tabernacolo di marmo bianco, illuminato dalla lampada rossa che fa da sentinella.

Accendo poi le luci davanti ai santi che, ai lati dell’aula, sono già pronti a far catechesi con la loro testimonianza e il loro messaggio specifico. Le orchidee indicano le parole con le quali i fedeli possono chiedere i loro buoni uffici presso il Signore.

La mia chiesa è povera, ma pulita, ordinata ed accogliente e non appena si sono aperte le sue porte, inizia il pellegrinaggio ininterrotto dei fedeli che qui trovano pace e consolazione.

Uscito dalla “cattedrale” vado a riordinare la vecchia cappella che da duecento anni si offre ad accogliere e consolare. Ormai il restauro è completato ed una leggera musica di fondo accompagna la preghiera dei fedeli che entrano dal vecchio cancello di ferro battuto, accendono un lumino rosso e poi vanno a salutare i loro morti.

Ogni mattina si ripete questo rito ed ogni mattina il mio animo si riempie di conforto perché la casa del Signore è sempre viva, sempre aperta ed io, suo povero vecchio prete, sono tanto felice di essere il suo custode.

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