E’ così difficile dare belle notizie?

Il bello e il brutto, il cattivo e il buono, si sono sempre incontrati e mescolati in ogni tempo e in qualsiasi società. Però mentre in tempi lontani, quando i mass-media non facevano la parte del leone nel comunicare alla comunità qualsiasi evento, c’era ugual spazio sia per le belle notizie che per quelle brutte, ora non è più così: la cronaca nera riempie tutti i giornali e tutti gli schermi televisivi, mentre la cronaca bianca è confinata in angoli oscuri e molto spesso non trova spazio alcuno nei mezzi di comunicazione sociale. Per questo motivo la nostra società di magagne e di brutture ne registra così tante da apparire perfino più brutta di quello che è, perché tra “nero” e “bianco” non vige assolutamente più la regola della pari opportunità.

Quando mi capita quindi di imbattermi in qualcosa di bello e di positivo, non ho quasi il coraggio di riferirlo perché la legge non scritta, ma assolutamente vigente, è che il positivo non fa notizia e perciò non fa vendere il giornale; tutto ciò quasi mi paralizza, facendomi capire che è fatica sprecata e fuori tempo segnalare quanto di buono avviene ancora nella nostra società.

Recentemente un mecenate del contado s’è fatto carico del restauro della vecchia cappella ottocentesca del nostro cimitero, ridotta in male arnese dall’incuria e dalle infiltrazioni di umidità. M’è parso giusto e doveroso segnalare alla città il nobile gesto di questa persona del contado, mentre la ricca borghesia mestrina se n’è stata, ancora una volta, alla finestra nonostante le ripetute segnalazioni di quel degrado da parte del Centro di Studi Storici di Mestre.

Ho preparato una relazione della benefica operazione e l’ho mandata al “Gazzettino”, alla “Nuova”, al “Corriere del Veneto” e al settimanale della diocesi “Gente Veneta”, con i quali collaboro da mezzo secolo. Con mia amarezza e sorpresa ho potuto constatare che solamente il settimanale ha pubblicato un bel servizio a firma del dottor Paolo Fusco, mentre gli altri se ne sono stati in assoluto silenzio. Evidentemente pare che a costoro non interessi affatto che ci sia ancora qualcuno che abbia una sensibilità sociale ed artistica, mentre in questi ultimi tempi si sono spese colonne su colonne per delitti, imbrogli, soprusi e via dicendo.

Il bene è difficile da farsi e pare che trovi difficoltà anche a proporsi all’attenzione dei cittadini.

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