Basta guerra, basta massacri, basta distruzioni, basta morte!

Al momento in cui confido i miei pensieri al foglio bianco del mio diario, non so ancora come andrà a finire la diatriba tra Bossi e Berlusconi per i bombardamenti sulla Libia.

Io sono assolutamente con Bossi. Mi fanno tristezza i drammi e i problemi di Napolitano che, in maniera non nuova, ha affermato che “L’Italia non può rimanere indifferente agli aneliti alla libertà e alla democrazia dei Paesi dell’Africa settentrionale”. Mi domando perché allora rimane indifferente al bisogno di libertà dei cinesi, dei cubani e di tantissimi altri popoli oppressi da dittature più o meno violente.

Ogni volta che vedo una casa squarciata dalle bombe, un padre colpito per strada, dei bombardieri che costano un patrimonio sganciare bombe e missili a volontà, provo ira e ribrezzo verso quella gente cinica e spietata che, per motivi certamente poco nobili, manda a morire per niente, sperpera ricchezze infinite per distruggere, ammazzare e colpire.

Credo che tutti siano d’accordo che Gheddafi è un istrione, un personaggio senza scrupoli e un despota come tanti altri, ma i mandanti in “guanti di velluto” di queste “ribellioni” e di queste stragi sono forse da meno? E chi vorrebbe andare al posto di Gheddafi possiamo pensare che sia un “angelo” disceso dal cielo?

Ho l’impressione che la Francia in generale, Sarkozy in particolare e chi s’è accodato a loro, non siano così “candidi” da avere a cuore la libertà di un Paese che, guarda caso, è ricco di petrolio.

In questa triste e squallida vicenda non riesco proprio a capire perché l’Italia abbia accettato il ruolo di “comodo idiota”: per danneggiare le nostre imprese che lavoravano in Libia e favorire l’avidità d’oltralpe?

Comunque, qualsiasi siano le motivazioni e gli obiettivi che hanno spinto l’intervento in Libia, grido con quanta voce ho in corpo: «Basta guerra, basta massacri, basta distruzioni, basta morte!» Preferisco la Libia con un governante istrione ed illiberale, che una Libia ridotta ad un cimitero ad opera di nazioni che hanno ancora la spudoratezza di dirsi civili e cristiane!

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