Certe cose non cambiano!

La gente non ama ricorrere al conto corrente postale per fare un’offerta ad un ente benefico perché gli uffici pubblici sono sempre sovraffollati, il personale pare “un po’ lentino” e quindi bisogna fare la coda.

Un anno fa, quando ho promosso la campagna per recuperare il denaro per finanziare i nuovi 64 alloggi per anziani poveri di Campalto, ho scelto questa soluzione datata perché gli anziani sono ancora poco propensi ed abituati alle soluzioni d’avanguardia offerte dalle banche o da internet, ma soprattutto perché era la soluzione che mi permetteva di avere un riscontro dei benefattori e del loro relativo indirizzo. Ho stimato che la pubblicazione dei nomi e dei relativi importi avrebbe funzionato da volano per mettere in moto questa “campagna” che costituiva la mia unica tavola di salvataggio. Così è stato!

A Natale ho inserito ne “L’incontro” il conto corrente postale ed è iniziata così una pioggerella di offerte, che tutto sommato rappresentano ancora, in questo settore, “l’umile goccia” di cui è formato perfino l’oceano. A Pasqua, visto il relativo successo, ripeterò l’iniziativa per esaurire i diecimila conti correnti postali che avevo fatto stampare!

Che le poste italiane siano lente, ferruginose, poco efficienti, lo sapevo da una vita, infatti tante sono state le mie lettere di protesta inviate in questo mezzo secolo, senza ottenere risultato alcuno, né prima né dopo la riforma delle poste. In questa occasione ho scoperto che la sconfitta inferta dai mille di Garibaldi a Franceschiello delle due Sicilie, non ha risolto quasi nulla. In Italia, nonostante Garibaldi, Cavour, Mazzini e i Savoia, e nonostante che Napolitano arrischi di passare alla storia della Repubblica perché si è impuntato a festeggiare i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia, poco è cambiato!

Ho scoperto che le poste italiane, per informarmi che un concittadino mi ha donato cinque euro, mi manda un plico con ben quattro fogli di carta A4.

Spero che Brunetta, prima o poi, s’accorga anche di questo, se vuole portare l’Italia nel terzo millennio.

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