Il buon seminatore

Uno dei miei crucci è di riuscire a razionalizzare la diffusione de “L’incontro”. Il periodico, pur scritto, stampato e diffuso da volontari, costa molto per la carta, le matrici, l’inchiostro e le macchine da stampa, e costa ancora di più a chi ha nel cuore un messaggio che crede doveroso offrire ai fratelli per aiutarli a dare un senso, una dignità ed un sapore alla vita, ma deve trovare le parole e la forma più opportune per passare questo messaggio. Questo non è assolutamente facile, ma impegnativo e faticoso alquanto.

Ogni lunedì esce dalla tipografia una pila alta un metro-un metro e mezzo di fogli stampati, perché un piccolo esercito di anziani del “don Vecchi” possa piegarli nel primo pomeriggio. Poi partono i “corrieri” per collocare il periodico nei posti prestabiliti per la diffusione. I primi a partire sono i coniugi Giovanna e Primo Molin che ne collocano a destinazione tra le 1200 e le 1400 copie. Poi parte lo storico “strillone” de L’incontro, Luciano Valentini, che distribuisce 6-700 copie, poi don Armando ne porta 400 a Carpenedo, e ancora suor Teresa, che ne colloca quasi 1000 all’Angelo. Infine c’è una miriade di liberi battitori che si riforniscono nelle chiese del cimitero per distribuire il periodico nei siti più impensabili, dalle pasticcerie al supermercato, dalle banche ai chioschi di giornali.

La distribuzione de “L’Incontro” si rifà esattamente alla logica della parabola evangelica del “Buon seminatore”, perché il seme è seminato sia tra le spine, che sulla strada, sempre nella speranza che almeno una parte della rivista cada “nel terreno buono e produca il buon frutto”.

Immagino che i consulenti economici ci sconsiglierebbero decisamente un “investimento” così incerto, però penso che, o per fede o per necessità, non mi resti che seminare sempre, e seminare largamente, in ogni caso ed in ogni situazione, affidandomi ciecamente alla logica del Vangelo!

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