RAI Storia, la televisione che apre gli occhi

Il digitale televisivo, sognato e lungamente promesso, è finalmente arrivato anche da noi. Io, come tanti anziani, non ne ho ancora preso completa dimestichezza. Forse mi trovavo meglio con i soliti canali ormai consolidati; ora finisco per “navigare” anch’io fra un’emittente ed un’altra, talvolta tentando perfino di seguirne due contemporaneamente, tante sono le proposte. Dove abito, poi, alcuni palazzoni oscurano il segnale, motivo per cui non ho ancora scoperto tutta l’offerta televisiva del digitale, ma quello che ho scoperto mi è più che sufficiente.

Seguo, come sempre, dopo cena, i canali “canonici” della Rai e talvolta di Telechiara, però confesso che c’è un nuovo canale che si è imposto alla mia attenzione e che mi sta interessando sempre di più. Qualcuno, conoscendo i miei interessi, mi ha informato che il canale 54, “Rai storia”, trasmette costantemente servizi di avvenimenti che hanno coinvolto l’umanità. Sono parecchie le sere che, pur non sapendo quello che c’è in programma, finisco per seguire inchieste, documentari e quant’altro, argomenti dei quali avevo qualche notizia, ma che ora mi vengono inquadrati con più precisione e con dovizia di filmati.

Da quando è arrivato il digitale non finisco mai di scoprire i retroscena del fascismo, del nazismo e del comunismo, movimenti politici che hanno tristemente caratterizzato e dato volto al novecento.

L’assurdità e l’orrore di questi movimenti politici che hanno provocato milioni di vittime e rovine incalcolabili, mi sta rendendo ogni giorno più guardingo e sospettoso nei riguardi di chi oggi è alla ribalta dell’opinione pubblica e potrebbe determinare tragedie simili a quelle del recente passato.

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