Cerchiamo Dio nei fatti straordinari e non lo vediamo nei piccoli segni del quotidiano…

Ho la netta impressione che per molti, e spesso anche per me, la fede e la religione siano diventate realtà formali che non si coniugano minimamente, o molto poco, con la vita, con le situazioni in cui ci dibattiamo e che sembrano schiacciarci. Talvolta ho anch’io la sensazione che, da una vita, mi porto sulle spalle un malloppo di verità scontate, di riti che dovrebbero dare qualità alla mia esistenza, una religione che talvolta m’appare come qualche cosa di stantio che non innerva, non sostiene e non rende sereno e coraggioso il mio operare.

Qualche volta mi viene da pensare: “Dio, se ci sei, batti un colpo; perché mi hai messo al mondo e poi te ne stai silenzioso e lontano come non ti interessasse nulla di me? Dio mio, dove sei quando ho bisogno? Perché taci, perché non ti fai vedere, perché non mi dai una mano, eppure sei stato tu a tirarmi fuori dal nulla!

Al tempo della contestazione c’era una canzone che diceva: “Dio è morto”. L’uomo di Dio Eliseo irride i profeti degli idoli pagani che saltellano senza riuscire ad accendere il fuoco dell’olocausto e dice loro: «Gridate forte perché forse il vostro dio dorme!» Forse qualcuno potrebbe dire anche a me parole simili.

Qualche tempo fa mi dibattevo in confusi pensieri del genere, quando mi capitò per caso di leggere le riflessioni di una sconosciuta cristiana della lontana America che mi ha offerto una semplice chiave di lettura per aprire e comprendere questo apparente mistero. Lei, prima di me, aveva capito che “Dio è vicino a chi lo cerca con cuore sincero”.

Passo questa piccola “chiave” anche a chi, come me, s’imbroglia in ragionamenti sballati.

«Certe mattine prego per sentire la presenza di Dio accanto a me durante la giornata. Quando però le cose non girano per il verso giusto, mi capita di chiedere: “Dio, dov’eri oggi?”. Invece di sentire il tocco di Dio nella pioggia, mi lamento perché sono bagnata. Piuttosto che udire la voce di Dio in una canzone alla radio, sono insofferente per il traffico bloccato. Presa dal mio lavoro, non so riconoscere Dio nel sorriso della persona che ho incontrato. Nelle giornate come queste, la mia vita frenetica mi impedisce di riconoscere i numerosi segni della presenza e del Suo potere accanto a me: possono essere un forte temporale mattutino, simbolo della sua forza; una certa musica alla radio che solleva il mio spirito; una parola di incoraggiamento da un’amica, un saluto gioviale da un estraneo; la bellezza di un tramonto; i baci di buonanotte dei miei figli. Spesso siamo abituati a ricercare Dio solamente nei fatti straordinari e non vediamo i piccoli segni che ci rammentano la sua presenza quotidiana accanto a noi.

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