Un ostello per i lavoratori extracomunitari a Mestre

Due, tre mesi fa avevo scritto al sindaco e poi all’assessore al patrimonio che, se mi avessero dato in concessione una struttura dismessa di proprietà del Comune, l’avrei restaurata ed adibita ad alloggi per lavoratori extra comunitari che operano a Mestre. Lo spirito xenofobo che serpeggia in città, lo ritengo un sentimento ignobile, incivile, anticristiano ed assurdo in questo tempo in cui è appena iniziata la mescolanza di nazionalità, tradizioni e culture, e non potrà che crescere in questo tempo di globalizzazione generalizzata.

Per un certo tempo dal Comune non giunge risposta, sennonché, in prossimità dell’inaugurazione del Don Vecchi di Marghera, momento in cui il Comune non poteva non prendere atto che facciamo sul serio e che agiamo coerentemente alle scelte annunciate, arrivò una telefonata dell’assessore al patrimonio, signora Rumiz, che mi metteva a disposizione una casa nell’area dell’ex IVA a Marghera. Presi la palla al balzo, anche se nel frattempo la fondazione che presiedo aveva acquisito una ex locanda a Campalto. Un giovane geometra del Comune mi accompagnò.

Prima difficoltà il cancello arrugginito che non si apriva, ma accanto scoprimmo ben presto un varco sulla rete che vi poteva passare una corriera. Il comune aveva murato porte e balconi; apposto inferriate per impedire l’ingresso agli extracomunitari, ma in ogni fabbricato, però, vi avevano aperto dei varchi in cui si poteva entrare. Il paesaggio era davvero desolante: abbandono, sporcizia, ruderi ed erbacce!

Quello, però, che mi colpi di più, fu una famigliola che si era sistemata alla meno peggio in una sala. Una giovane mamma con al petto un bimbo di qualche mese che poppava; un giovane uomo che chiedeva per piacere di poter rimanere ancora un paio di giorni. Mi vergognai e mi sentii colpevole di averli privati di una soluzione abitativa precaria, desolante, ma sempre una soluzione.
Ci penso sempre!

Farò di tutto perché l’ostello diventi un centro di accoglienza e di solidarietà.

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