Don Mazzi, per me un punto di riferimento e di confronto

Io non prendo “Famiglia Cristiana”, un po’ per motivo dei costi, perché prendo già molti giornali, un po’ perché mi sembra un bazar di paese di montagna in cui si trova un po’ di tutto, ma niente di valido. Non posso poi non aggiungere che non condivido la sua svolta politica marcatamente favorevole alla sinistra.

Infine ho l’impressione che la rivista non abbia dei contenuti con inserti pubblicitari, ma sia una rivista di pubblicità con qualche notizia sempre frettolosa sugli argomenti più svariati, ma senza approfondimento alcuno. Forse “Famiglia Cristiana”, ispirandosi a “Grand Hotel” o a periodici similari, sta puntando al vasto mondo delle casalinghe o delle brave donne di Chiesa!

Ogni settimana però do una sbirciata abbastanza veloce al numero della settimana prima, che suor Michela, assidua lettrice del periodico, mi passa puntualmente. Sono convinto che i settimanali si possano leggere anche con notevole ritardo, perché non hanno un legame troppo stretto con la “notizia”. Al liceo avevo un professore di storia, mons. Angelo Altan, uomo arguto ed intelligente, che comperava il quotidiano e lo leggeva due settimane dopo, perché le notizie si decantassero o purgassero come le lumache.

Detto tutto questo, per dovere di onestà, confesso che non ometto quasi mai di leggermi la rubrica tenuta da un mio confratello, che è pure mio coetaneo. Anche don Mazzi tiene su “Famiglia Cristiana” una specie di “diario”, dal tono molto personale, con giudizi mai edulcorati e “prudenti”, ma sempre liberi, taglienti e talvolta perfino angolosi. Ho l’impressione che questo prete, ormai anziano, ma sempre in prima linea, si giochi sempre tutto, non abbia mai la paura di sporcarsi le mani o di compromettersi su argomenti che appartengono al nostro povero mondo, non sia preoccupato della carriera o di come possano reagire la destra o la sinistra, i credenti o i laici.

Non credo di poter annoverare don Mazzi tra i profeti del nostro tempo, comunque lo ritengo “un bel prete” che fa onore alla nostra Chiesa e alla mia categoria, spendendo bene la sua vecchiaia. Mi piacerebbe saperlo imitare, comunque lo ritengo sempre un punto di riferimento e di confronto.

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