Una croce sempre più difficile da portare

Confesso che sento sempre di più il peso del comando. Io, pur avendo ben chiari gli obiettivi e pur perseguendoli con tenacia, con determinazione e sempre disposto a pagarne il prezzo, non ho il coraggio e forse la forza per tenere in riga i vari “colonnelli”.

Spesso, anche con le più buone intenzioni, avendo essi una visione parziale dell'”azienda”, finiscono per combinarmi dei guai e mettermi nei pasticci. Purtroppo lo spirito gerarchico nel mondo dei volontari, non dico che sia tenue, ma spesso è inesistente. Ognuno pensa al suo orticello, ognuno persegue l’interesse del suo comparto e, non avendo una visione globale del problema, crea disagio, contrapposizioni che molto di frequente nuocciono alla causa ultima.

Papa Giovanni XXIII era un uomo mite e aveva come obiettivo questa virtù; quante volte non citava la frase di Gesù “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Però, contemporaneamente, lo stesso “Papa buono” citava la frase strategica della sua guida pastorale: “Miles pro duce et dux pro victoria”, iI soldato deve stare agli ordini del comandante e questi deve essere totalmente impegnato e deve impegnare i suoi subordinati e perseguire il successo, l’obiettivo fissato.

Recentemente Obama ha licenziato il comandante in capo del suo esercito in Afghanistan perché egli non condivideva la strategia della Casa Bianca. Ma Obama ne avrà avuti altri trenta generali che sognavano di diventare comandante in capo, mentre io non ho quasi nessuno disposto ad addossarsi una nuova croce; devo far quadrare il bilancio con la gente che ho! Il cardinale Urbani era solito dire in proposito che anche quando aveva una bella candela, non aveva il bossolo adatto. Io mi reputo già fortunato, nonostante tutto, d’avere un volontariato consistente, pur dovendo ammettere che provo la fatica di Sisifo nel farlo andare d’accordo, nel non permettere che non si travalichino confini delle proprie competenze, che non si ricatti minacciando di andarsene.

Come capisco quel Papa che avendo avuto la maggioranza dei voti dei cardinali elettori, alla richiesta se accettava la nomina, rispose : «Accetto di portare la croce». Finora ci sono riuscito anch’io, ma non so fin quando ci riuscirò.

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