La Voce – Anno 1 – n° 11 – 20 dicembre 2020

IL CUORE DEL VANGELO DI QUESTA DOMENICA

Con il Signore si può, anzi spesso si deve dialogare su quello che ci propone, però l’ultima parola non può che essere “sì”. La Madonna questa domenica ce ne da uno splendido esempio; prima vuole capire bene il disegno di Dio poi risponde: “Eccomi!”

BREVI RIFLESSIONI DI UN PRETE ULTRANOVANTENNE

ARRIVEDERCI

I fedeli che partecipano ogni domenica all’“incontro col Padre” nella chiesa del cimitero sono praticamente dimezzati.
Le norme anticovid hanno più che dimezzato le sedie fruibili in chiesa: dei 220 posti a sedere, soltanto 100 sono attualmente utilizzabili.
Fino a qualche domenica fa un buon numero di fedeli partecipava alla S. Messa all’esterno della chiesa e entrava solamente per la Comunione; ora però, con l’arrivo dell’inverno, è più che comprensibile che anche loro abbiano desistito.
Vi confesso, cari amici, che ho nostalgia delle assemblee molto affollate che superavano i 250 fedeli.
Com’era bello vedere gli incontri amichevoli, le chiacchere sommesse prima della liturgia, ma soprattutto quanto mi era caro vedere i volti sorridenti, gli atteggiamenti di grande fraternità di una comunità diversa da quelle territoriali delle parrocchie.
Nella nostra “cattedrale tra i cipressi” infatti la gente conveniva spinta dal ricordo delle persone care che riposano nel camposanto, ma più ancora dall’atmosfera calda e cordiale di una comunità che si riuniva per scelta personale, in nome dell’unità e con la voglia di condividere una religiosità sobria, serena e partecipe.
Quanta nostalgia suscita nel mio cuore di vecchio prete questa esperienza così cara, bella e profonda.
Ogni volta che il mio sguardo raggiunge l’assemblea, ora distanziata, che in passato si teneva per mano, mi sovvengono i volti cari di tanti fratelli di fede che di solito occupavano tutte le sedie della chiesa.
Vi confesso che sento un bisogno struggente di vedere i vostri volti cari, che ormai da mesi non scorgo più a causa della pandemia.
Ho raggiunto molti con un saluto ed un augurio al telefono, ma di altri ricordo solo il volto e non conosco né il nome né il recapito telefonico, quindi mi è impossibile contattarli.
Vorrei trasmettere loro il mio affetto e la mia riconoscenza per aver “scaldato” per tanti anni il cuore di questo vecchio prete ultranovantenne.
Mi auguro che questa lettera raggiunga anche l’ultimo dei miei fedeli che spero di rivedere quanto prima per lodare e ringraziare assieme il Signore.
Vorrei che sapeste che, quando tengo il Corpo di Cristo tra le mani, gli chiedo ogni volta aiuto e benedizione per ciascuno di voi.
A presto.

Con tanto affetto
don Armando

BUON NATALE

La pandemia ha reso il Natale di quest’anno molto simile a quello di Betlemme, che risale a 2000 anni fa.
Anche quel primo Natale infatti è avvenuto in una cornice di solitudine, povertà e intimità familiare. Il virus ha liberato il mistero cristiano da tutto quello che, fino a oggi, lo aveva snaturato e tradito: luminarie, cenoni, regali, sprechi e riti sfarzosi.
Il contagio ci ha permesso di comprendere meglio che possiamo incontrare Dio nel povero e di scoprire che solo quello che Gesù è venuto a dirci e a portarci è il vero e meraviglioso dono di Dio.
Auguro quindi a voi amici di poter fare questa grande scoperta di trovare il coraggio di spendere la vostra vita per far fruttare questo dono.

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