Un ambito riconoscimento

Come tutti i concittadini sapranno, il Centro don Vecchi mette a disposizione 508 alloggi per anziani di modeste condizioni economiche, ma con il tempo è diventato anche il fulcro di una serie di attività caritative gestite da associazioni che contano più di 200 volontari: il magazzino San Martino che si occupa di raccogliere e distribuire ogni tipologia di indumenti, il magazzino San Giuseppe che raccoglie mobili, suppellettili e arredi per la casa, il magazzino dei generi alimentari che distribuisce a titolo gratuito prodotti offerti dall’Unione Europea, il chiosco di frutta e verdura e lo “spaccio alimentare”, l’ultimo nato sul quale vorrei soffermarmi perché è il fiore all’occhiello di una grande ed efficiente “agenzia di solidarietà” nata nel Triveneto.

Ho deciso di scrivere queste righe dopo un evento che ha reso particolarmente felici i volontari di questo settore e che mi offre l’opportunità di segnalare ancora una volta ai cittadini in disagio economico un’opportunità molto vantaggiosa per loro, che purtroppo tanti non conoscono. Da un paio d’anni, siamo riusciti a ottenere i generi alimentari in scadenza da alcune catene di supermercati, tra i quali Cadoro e Alì, che ci consegnano ogni ben di Dio. I prodotti vengono offerti dietro corresponsione di un modestissimo contributo che va a coprire le spese di gestione.

Alcuni giorni fa la direzione dei supermercati Alì, che conta quasi 150 negozi, ha organizzato un incontro e ha dato un riconoscimento pubblico alle organizzazioni benefiche che distribuiscono gli alimenti non più commerciabili perché la data di scadenza è troppo vicina. La nostra organizzazione è stata riconosciuta come una delle più efficienti e le è stato assegnato il secondo posto, accompagnato da una significativa elargizione.

Questo pubblico elogio, che premia il lavoro nascosto e faticoso dei nostri volontari, autentici “militi ignoti della carità”, va idealmente appuntato sul petto delle donne e degli uomini che ogni giorno dedicano tempo e cuore ai più poveri della nostra città e dell’hinterland. Servire gli indigenti non è sempre facile perché molto spesso, per le più disparate ragioni, le persone sono molto esigenti!

Concludo rivolgendo i miei più sentiti ringraziamenti al signor Giovanni Canella, presidente della suddetta catena di supermercati e a tutti i suoi collaboratori attenti alla realtà sociale e disponibili, che trovano modo e tempo di elogiare chi si impegna per il prossimo in maniera molto più umile.


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