Un altro chiarimento

Abito ormai da quasi quindici anni al Centro don Vecchi di Carpenedo. Pago il dovuto come tutti, senza privilegi di sorta, e confesso che, tutto sommato, mi trovo bene. Essendo inserito al “civico” 59 Don Vecchi 2 in via dei Trecento campi, ho modo di sentire le chiacchiere e le valutazioni di chi vi abita da più o meno tempo e di chi vorrebbe ottenere un alloggio. Sono convinto che la buona parte dei residenti si trova bene ed è profondamente riconoscente. C’è però qualcuno, anche se pochi, che, quando gli si chiede più o meno esplicitamente una qualche collaborazione, fa capire che essendo coperto con la “retta” può disporre della propria vita come crede! E’ poi comune tra i richiedenti alloggio la solita domanda: “Quanto si paga?” Sono convinto che, nonostante di questo problema se ne sia già parlato molte volte, permangono dei dubbi e degli equivoci su cui è veramente opportuno tornare ancora perché vi sia chiarezza al riguardo. La domanda è talora timida e titubante, talaltra un po’ sfacciata.

Voglio parlare apertamente perché spero che prima o poi si faccia davvero chiarezza. Eccovi la risposta precisa senza dar adito a qualsiasi equivoco: per avere un alloggio al Don Vecchi non si paga niente, perché gli alloggi sono offerti gratis. So che molti, senza dimestichezza con le nostre case e con qualche pregiudizio, possono rimanere stupiti o dubbiosi, però le cose stanno assolutamente così. E questo è possibile non perché riusciamo a far miracoli, ma perché, non dovendo pagare il denaro per le costruzioni, perché è tutto frutto di donazioni, e avendo una amministrazione leggerissima, fatta esclusivamente da volontari, ci è possibile fare queste offerte ai nostri concittadini o meglio ai nostri fratelli in maggior disagio economico.

Quindi sia chiaro che mai nessuno paga l’affitto in quanto gli alloggi sono offerti, per usare il linguaggio giuridico, “a titolo di comodato gratuito”. Gli inquilini del Don Vecchi devono invece pagarsi le utenze, ognuno in base a quanto consumano, e i costi del condominio che sono calcolati pressappoco in 7 euro al metro quadrato dell’alloggio, soldi che però non hanno nulla a che fare con la nostra amministrazione.

C’è invece una cosa bellissima e finalmente giusta e cristiana: chi ha un reddito più o meno superiore alla pensione sociale versa un contributo relativo all’entità del reddito per chi non potrebbe beneficiare degli alloggi senza questo aiuto. Riassumo: fino alla pensione minima si pagano solamente le utenze e i costi condominiali. Gli alloggi del Don Vecchi sono offerti gratuitamente agli anziani o ai concittadini in disagio economico. Agli altri fratelli che pur avendo una pensione più alta della minima, sono pure “poveri” per altri motivi, non è negato l’alloggio ma viene chiesto un contributo come doveroso gesto di solidarietà. Per questo motivo si domanda ai residenti, che hanno possibilità di collaborare, di prestarsi come volontari nello svolgimento dei servizi a favore della comunità.

Debbo infine precisare che la Fondazione Carpinetum fa l’impossibile per contenere i costi, però per non trovarsi in difficoltà amministrative esige in maniera assoluta che i residenti all’inizio del mese paghino il costo delle utenze dei consumi condominiali. Chi avesse difficoltà per saldare anche questi costi marginali, deve ricorrere ai parenti, alle parrocchie, al Comune o al proprio garante.

Abitare al Don Vecchi costa meno di qualsiasi altro alloggio e di questo, come promotori e responsabili, ne andiamo decisamente fieri!


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