Costi e ricavi al Don Vecchi (1/2)

Capita molto spesso che alcuni anziani, o qualche familiare che sta valutando l’eventualità d’inserire un proprio congiunto in una delle nostre strutture, mi chiedano a quanto ammontano le spese a carico dei residenti e, quando vengono a sapere le cifre irrisorie che chiediamo rispetto a quanto prevede il mercato di questo specifico settore, rimangono molto perplessi. Ritengo dunque opportuno motivare per punti i costi di gestione in maniera un po’ più articolata, in due puntate:

  1. Il capitale impiegato per la costruzione e per una parte consistente dell’arredo proviene tutto da donazioni di diversa entità;
  2. Gli operatori stipendiati sono ridotti al minimo;
  3. Abbiamo la fortuna di poterci avvalere di una nutrita schiera di volontari sia per la costruzione sia per la gestione delle strutture;
  4. Per scelta, tutti gli alloggi sono piccoli; le dimensioni variano da un massimo di cinquanta metri quadrati a un minimo di venti. L’esperienza maturata ci ha dato ragione, perché l’impegno di tenere in ordine la casa diventa meno oneroso per gli anziani e poi, all’ampiezza dell’appartamento, si aggiungono gli spazi comuni di cui ciascuno può disporre;
  5. La Direzione, intelligente ed oculata, è riuscita a far comprendere ai vari enti che si tratta di un’opera veramente solidale, quindi abbiamo ottenuto sconti notevoli su gas, luce, televisione ecc.;
  6. Il Comune, pur non essendo stato particolarmente generoso, ci ha concesso il cambio d’uso delle superfici, quindi abbiamo potuto costruire su terreni che abbiamo pagato come fossero agricoli. Altre superfici, invece, ci sono state date in comodato d’uso. Inoltre, per i primi quattro centri, il Comune contribuisce con 1,90 euro per ciascun residente. Non è molto, però è meglio di niente;
  7. Le nostre strutture non sono state ideate come fonti di profitto, ma come espressione della carità cristiana che la parrocchia di Carpenedo ha scelto di compiere e molti concittadini di Mestre hanno sposato il progetto sostenendolo economicamente.

La scelta di aiutare gli anziani piuttosto che favorire altri settori, che pure avrebbero bisogno di un supporto solidale da parte della comunità, è nata dopo aver constatato che gli anziani percepiscono quasi sempre pensioni modeste, di conseguenza l’affitto diventa molto spesso un onere pressoché insostenibile. (1/continua)


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