La Corale Santa Cecilia

In un mio recente intervento ho esposto i problemi pastorali che vivo in qualità di pastore della mia “parrocchietta” dei Centri don Vecchi. Mi sono soffermato in particolare sui crucci che riguardano la nostra piccola comunità, perché sognavo e sogno ancora che nessuna delle mie “cinquecento” pecore esca dall’ovile e si perda.

Desidero inoltre che i lettori conoscano le nostre eccellenze, che per fortuna non sono né poche né piccole. Se ne avrò l’opportunità, spero di poter illustrare anche le altre attività che si svolgono all’interno di questo piccolo borgo di anziani particolarmente fortunati: le gite pellegrinaggio, le attività culturali e ricreative, le iniziative benefiche e altro ancora.

Con queste righe, voglio raccontare l’attività della corale Santa Cecilia che da più di quindici anni anima le liturgie del centro di Carpenedo e la celebrazione eucaristica domenicale nella “cattedrale tra i cipressi” del nostro cimitero. Tengo a precisare che il coro di Carpenedo è il più importante, ma anche Campalto e gli Arzeroni hanno il loro coro di anziani.

Il coro Santa Cecilia è stato creato una quindicina di anni fa da una residente, la signora Giovanna Miele Molin, maestra elementare in pensione, e attualmente ricopre il ruolo di codirettrice e la sua vice, signora Mariuccia Buggio, soprano e voce solista che si esibisce molto di frequente in concerti in città. Al momento il coro è composto da una quindicina di anziani. Fino a un paio di anni fa, tra loro c’era anche una residente che suonava l’organo ma purtroppo, come tanti altri suoi colleghi cantori, ci ha lasciato.

La fortuna ha voluto che il dottor Carmelo Sebastiano Ruggeri, specializzato in gerontologia, geriatria, medicina interna, gastroenterologia e farmacologia clinica, oggi in pensione, e grande appassionato di musica, si offra di accompagnare il coro durante le prove e le celebrazioni. La sua generosità è veramente esemplare e si esprime nella dedizione verso il prossimo e verso il culto di Dio. Dopo essersi accorto che lo strumento che suonava per accompagnare il coro era più che modesto, ha promosso, via Internet, una raccolta fondi tra colleghi, amici e conoscenti per l’acquisto di uno nuovo.

Così, dalla prima domenica di Avvento, la nostra “cattedrale” e il nostro coro dispongono di uno strumento quanto mai valido per cantare la lode al Signore. Sia io che la comunità cristiana del Don Vecchi e della chiesa del cimitero ringraziamo di tutto cuore l’organista, le maestre e i coristi per il loro ammirevole e disinteressato servizio al popolo di Dio.


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