Da “COMUNITA’ VIVA” – 7 gennaio 2018

Da “COMUNITA’ VIVA” – 7 gennaio 2018
settimanale della parrocchia dei Santi Apostoli di Venezia

Questa parrocchia è neocatecumenale per antonomasia perché penso sia stata la prima ad aprirsi a questo “movimento”.

La lunga lettera di augurio del parroco in vista dell’anno nuovo si avvale di motivi ai quali si richiama questa associazione per una rivisitazione di fondo su “come si è vissuta la fede”. Il discorso è certamente valido e può anche offrire al lettore la comprensione di come gli aderenti a questo movimento pensano la riforma della Chiesa.

Interessante pure l’ordine del giorno del consiglio pastorale al quale sono stati pure invitati i rappresentanti delle dieci comunità neocatecumenali presenti in diocesi.

don Armando

2018: un anno con Gesù!
Martedì scorso, mentre andavo a vedere mio nipote Filippo nato il primo gennaio, ho incontrato una signora settantenne che conosceva mia mamma. Dopo aver scoperto con stupore che ero diventato prete abbiamo iniziato a parlare di Gesù. Lei sosteneva fosse certo un grande filosofo, un maestro di vita che ha detto cose giuste anche per il mondo di oggi che vive per il denaro e affermava come in fondo i suoi insegnamenti fossero convenienti per tutti. Quando però le dicevo che Gesù è vivo oggi ed è presente e operante nel mondo e soprattutto nella mia vita, mi ha guardato come se avessi detto la più grande stupidaggine che avesse mai sentito. Mi sono reso conto che tantissima gente, buona e di buona volontà, non si pone oramai neppure il problema della chiesa, ma non credono proprio in Gesù. Certamente, come spesso ho ascoltato nelle catechesi iniziali del percorso del Cammino Neocatecumenale, le tradizionali forme in cui siamo abituati a vedere presente il Signore (la chiesa, i sacramenti, il tabernacolo, il ministro ordinato, la Sacra Scrittura etc.) non sono più capaci immediatamente di portarci a Lui: perciò una pastorale che insista sul precetto di andare a Messa od anche sulle indicazioni morali della Chiesa, come la castità piuttosto che l’aborto, l’eutanasia o la provvidenza, è perdente perché non più capace di far breccia nel cuore dell’uomo. Il precetto serve quando il cuore è in sé sano, ma quando questo è molto malato non è di alcuna utilità.

È come quando si cerca di educare un adolescente: per quanto tu gli dica che una cosa non deve farla, se non sei stato capace di far breccia nel suo cuore, appena girerai lo sguardo te la combinerà. Occorre oggi aiutare l’uomo a incontrare Gesù come orizzonte della propria vita, come proposta grande e salvifica della propria esistenza.

La Chiesa è oggi chiamata a ridiventare missionaria anche nei territori che tradizionalmente cristiani sono divenuti per l’80% del tutto atei con l’aggravante che pensano di sapere già chi è quel Dio che hanno escluso dalla vita perché ne hanno un’idea distorta. Anche il compito della parrocchia oggi è esattamente questo. Come allora far conoscere il Dio amore che ha conquistato i nostri cuori? Attraverso i segni di una vita cambiata da questo amore: attraverso volti che amano concretamente così come ama Gesù, cioè perdonando e dando la vita per gli altri. Non quindi una comunità che esclude il fratello ma che lo cerca e lo ama. Camminare insieme è il segno di questo cambiamento di vita: il contrario è camminare da soli. Spesso la Chiesa è oggi rifiutata per atteggiamenti di arroganza avuti nei secoli passati in cui ha imposto la propria visione senza preoccuparsi di porsi prima di tutto in ascolto: cosa che Gesù ha fatto per trent’anni prima di fare per soli tre anni la sua vita di predicazione. Nell’iniziare il nuovo anno civile e a metà del nostro primo anno pastorale insieme, vorrei con voi lasciarmi interrogare da questa icona evangelica di Gesù.

Siamo noi l’immagine di una Chiesa aperta all’ascolto e all’accoglienza? Non rischia ancora oggi la Chiesa di avere ancora atteggiamenti di esclusività poco attenti all’uomo di oggi? Teniamo nel cuore giudizi invece che desideri di coinvolgere chi non ci capisce? Rischiamo di assolutizzare forme senza tener d’occhio il centro che è Cristo che ci chiama prima di tutto nel volto del fratello? Gesù si mise in fila con i peccatori per ricevere il battesimo di Giovanni Battista, il nostro essere di Cristo ci aiuti in questo nuovo anno a vivere la nostra appartenenza ai gruppi e alle parrocchie come servizio all’uomo di oggi e non viceversa. Sempre più mi convinco che la comunione, l’amore e l’unità, non sono frutto di sforzi umani ma naturali esiti di uomini e donne che hanno il loro sguardo su Gesù Cristo che dà la vita per noi. Buon anno 2018!

Il vostro Parroco, don Raffaele

LUNEDÌ 8 GENNAIO 2018
Convocazione
del Consiglio Pastorale Parrocchiale

È stato convocato dal Parroco per lunedì 8 gennaio 2018 alle ore 19,00 il primo Consiglio Pastorale Parrocchiale del 2018. L’appuntamento è alle ore 19,00 nella Sala della Pentecoste per la celebrazione dei Vespri.

Seguirà una condivisione sui mesi che ci aspettano (sono stati invitati anche tutti i responsabili delle 10 comunità neocatecumenali) con il seguente ordine del giorno:

  1. Verifica sulla Messa delle ore 11,15 e prospettive per il futuro;

  2. Calendario dei Sacramenti di iniziazione cristiana: Prime Confessioni e Prime Comunioni;

  3. Uno sguardo alla prossima Quaresima 2018;

  4. Varie ed eventuali.

L’incontro terminerà alle 20,30 con un’agape come segno di comunione.

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