Da “SEGNO DI UNITA'” – 24 dicembre 2017

Da “SEGNO DI UNITA’” – 24 dicembre 2017
settimanale della parrocchia di Santa Maria della Pace di Bissuola

Molto bello l’articolo di fondo in cui don Liviano, il parroco, denuncia il grave pericolo che possa sopravvivere una “festa civile del Natale”, privata dell’ineffabile mistero e di cui l’aspetto festivo è solamente una bella cornice, ma assurda e insignificante se non inquadra la consolante verità del “Dio con noi”.

don Armando

SE TOGLIAMO GESÙ, CHE COSA RIMAME DEL NATALE?

Quando pregherete a casa, davanti al presepe con i vostri familiari, lasciatevi attirare dalla tenerezza di Gesù Bambino, nato povero e fragile in mezzo a noi, per darci il suo amore. Questo è il vero Natale. Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota. Non togliere Gesù dal Natale! Gesù è il centro del Natale, Gesù è il vero Natale!”. Guardando il Bambino nel presepe, Bambino di pace, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati… Le guerre spezzano e feriscono tante vite!

Dice il profeta Isaia: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce». La vide la gente semplice, la gente disposta ad accogliere il dono di Dio. Al contrario, non la videro gli arroganti, i superbi, coloro che stabiliscono le leggi secondo i propri criteri personali, quelli che assumono atteggiamenti di chiusura.

E’ una notte di gloria, quella gloria proclamata dagli angeli a Betlemme e anche da noi in tutto il mondo. E’ una notte di gioia, perché da oggi e per sempre Dio, l’Eterno, l’Infinito, è Dio con noi. E’ una notte di luce: quella luce, profetizzata da Isaia, che avrebbe illuminato chi cammina in terra tenebrosa, è apparsa e ha avvolto i pastori di Betlemme.

Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero di questa notte viene veramente da Dio. Non c’è posto per il dubbio; lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità.

Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore.

PERIFERIA DELLA PERIFERIA

Qualche giorno fa, con don Liviano, si constatava come, venendo a Bissuola dal centro, sembra che la città finisca, più o meno, all’incrocio con via Baglionì. Dopo di che “hic sunt leones”. Per chi non lo sapesse, questa era la scritta che nel medio evo, ma anche più tardi (prima comunque delle grandi esplorazioni), appariva sulle carte geografiche dell’Africa. Come a dire, qui non ci andate se non volete rischiare la vita, qui non ci andate perché c’è solo il nulla.

Una prova? Le luminarie natalizie non arrivano neanche al Berna, se non vado errato. Oltre c’è il buio. Vabbè, i negozi sono pochi, ma ci abita la gente, ci abitiamo noi, o no? Nemmeno il piazzale del monumento è illuminato, non dico a Natale, ma neanche durante gli altri periodi dell’anno.

Le poche luci per Natale sono quelle che i privati cittadini mettono su davanzali, terrazzini e finestre.

Le strade laterali sono poco illuminate, guardate via Casona, per esempio, che tanto “laterale” non è.

Circolare in bicicletta è pericoloso perché le automobili (e anche i bus, per non parlare dei mezzi commerciali) sfrecciano che neanche in formula uno.

E non mi pare ci sia sto gran servizio di autobus: guardando l’elenco dei servizi sembra ci siano diverse linee per Bissuola, poi andando a vedere gli orari ti accorgi che di fatto ci sono due linee con tre corse giornaliere, il 24 percorre via Bissuola solo dal monumento fino alla “Serenella”, per andare alla stazione e tornarci devi fare il giro turistico di Mestre, a meno che non ti assoggetti a fare qualche cambio. Sai che gusto con valige o borsoni? Per gli anziani è proibitivo.

Voltiamo pagina, è Natale. Poi viene Capodanno e la Befana, o meglio l’Epifania. Tutti affrontano questi quindici giorni con la puzza sotto il naso, sacramentando contro il traffico, le spese “obbligate”, i pranzi con il parentado quando era meglio andare a fare le ferie altrove. E poi gli uffici sono chiusi, le forniture dalle fabbriche si interrompono, non trovi un medico che ti venga a casa ma neanche in ambulatorio, il pronto soccorso è pieno di stranieri, e via con le geremiadi. Di Gesù non gliene importa a nessuno, o quasi.

Un quotidiano locale riporta in questi giorni delle statistiche deprimenti (vedi messaggio di don Liviano in ultima pagina) per chi ha fede e crede che Natale sia innanzitutto la memoria di un avvenimento che ha cambiato la nostra storia, la nostra vita, il futuro dell’uomo. Anche qui, durante questo nostro passaggio che si chiama vita, Lui si fa presente. Per chi crede, è Natale e Pasqua allo stesso tempo durante tutto l’anno. Ogni giorno Lui nasce, patisce, muore e risorge.

Nasce Gesù e con lui la Speranza. Ci chiedevamo giorni fa al Gruppo di Ascolto cosa sia la Speranza per i cristiani. Cristo stesso è la speranza, che si fa certezza di salvezza. Gesù è l’attuazione delle promesse del Padre. Scrive S. Agostino: «Dio promise la salvezza eterna e la vita beata senza fine con gli angeli e l’eredità incorruttibile, la gloria eterna, la dolcezza del suo volto, la dimora santa nei cieli, e dopo la risurrezione, Ia fine della paura della morte». E più avanti: «Sembrava però incredibile agli uomini ciò che egli prometteva (…) e perché gli uomini credessero, oltre al patto scritto, Dio volle anche un mediatore della sua fedeltà. E volle che fosse (…) il suo unico Figlio, per mostrare, per mezzo di lui, per quale strada ci avrebbe condotti a quel fine che aveva promesso. Ma era poco per Dio fare del Figlio colui che indica la strada: rese Lui stesso via perché comminassimo guidati da lui sul suo stesso cammino» «Tutto ciò doveva essere preannunciato… E così fu atteso con speranza perché già contemplato nella fede» (“Commento sui salmi” -salmo 109).

La fede genera quindi la speranza e ci spinge alla carità, quindi all’amore per i fratelli. Papa Francesco ha detto un giorno: «La speranza ci fa camminare mentre le nostre sicurezze, specialmente materiali, non ci salveranno». «Contemplando il presepe, ci prepariamo al Natale, sarà veramente una bella festa, se accoglieremo Gesù, seme di speranza che Dio depone nei solchi della nostra storia personale e comunitaria». Buon Natale, con tutto il cuore

Virgilio

CALALZO 2017
Uscita gruppo Giovanissimi dal 27 al 30 dicembre

Non è la prima volta che Calalzo fa da cornice alle nostre uscite invernali. Ma si sa che non è la località che incide in queste esperienze, ma piuttosto il clima (non quello meteorologico) che si riesce a vivere in quei, seppur pochi, giorni. Quest’anno, tredici ragazzi del Gruppo Giovanissimi, accompagnati dai loro animatori e da due cuochi di eccellenza (i coniugi Salgaro, che ringraziamo sin d’ora per la disponibilità) trascorreranno quattro giorni assieme, ovviamente non solo per una vacanza!!

Temi, riflessioni, attività avranno un denominatore comune che sveleremo al ritorno per non togliere la sorpresa!

Ringraziamo anche l’Associazione patronato Bissuola per aver contribuito. Ora, come Papa Francesco, vi chiediamo solo una cosa: ricordatevi di pregare per noi! Grazie

dalla scuola materna
SCUOLA APERTA
Iscrizioni a. s. 2018-2019

Giovedì 18 gennaio 2018 alle ore 17.00 presso la scuola materna di via Porto di Cavergnago, si terrà un’assemblea informativa.

Le iscrizioni riguardano i bambini nati nel 2015 e i bambini nati entro aprile 2016.

Scuola aperta significa che i genitori,(e nonni e zii) insieme ai loro figli, possono visitare i locali della scuola, conoscere il personale, dialogare con le educatrici, chiedere informazioni.

La Scuola dell’Infanzia offre soluzioni di ingresso e uscita dalle 7.50 alle 16.00 con possibilità di aderire al post-scuola (dalle 16.00 alle 16.30).

Propone attività, extra-scolastiche come l’approccio alla lingua inglese, la pratica di yoga, nuoto e judo con istruttori qualificati.

Attua un progetto di continuità con la Scuola Primaria, effettua uscite didattiche, organizza un Centro estivo e molto altro.

La scuola ha un sito piacevole da consultare per essere aggiornati sulle attività, sulla storia, sulle strutture corredato da simpatiche immagini e fotografie.
www.madonnadellapace.jimdo.com Sede: via Porto di Cavergnago, 5

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