Da “COMUNITÀ PARROCCHIALE SS. TRINITA'” – 24 dicembre 2017

Da “COMUNITÀ PARROCCHIALE SS. TRINITA’” – 24 dicembre 2017
settimanale della parrocchia omonima del Terraglio

Il periodico si apre con un affettuoso e toccante augurio del parroco don Angelo che si lascia andare a parole quanto mai care: “Auguri a voi tutti che da quindici anni siete la mia corona”.

Non pensavo che don Angelo giungesse a tale limite di tenerezza, ma l’approvo quanto mai, Interessante e molto razionale pure il ragionamento di Luciano Niero sull’autonomia regionale, un discorso che, pur tra la marea di chiacchiere a questo proposito, non avevo finora sentito.

don Armando

Domenica 24 dicembre 2017 quarta di Avvento
Lunedì 25 dicembre 2017
NATALE del SIGNORE GESÙ

Questo nostro tempo
Auguri a voi tutti che ormai da quindici anni siete la mia corona; auguri di incoraggiamento a quanti da tanto tempo soffrono di mali fisici e di impedimenti a causa di malattia o di anzianità; auguri a voi tutti che avete difficoltà nel vivere l’impegno familiare e vi trovate in situazione di dover scegliere: che il Signore, che oggi nasce, vi illumini la mente e il cuore e sappiate scegliere soprattutto in favore dei vostri figli; auguri a voi che soffrite difficoltà economiche e che venite regolarmente a bussare a questa porta e ricevete per lo più l’obolo della vedova; in stragrande maggioranza non siete italiani, venite dalla miseria ma vi incontrate con la povertà per mancanza di lavoro, di assistenza sociale e medica; in gran parte non siete cristiani ma vi auguro di saper credere nella bontà di Dio che come voi è un migrante che ha lasciato il paradiso per venire in terra. Un augurio a tutti perché possiate godere di quella serenità che sa vedere l’aspetto positivo della vita e sa minimizzare quello negativo, auguri di pace perché regni un senso di tranquillità nei vostri condomini, all’interno delle vostre famiglie, perché abbiate il senso dell’accoglienza anche nei confronti di coloro che non godono della vostra simpatia. Non venga meno anche nella preghiera liturgica la vostra fede in quel Dio che sa trarre la salvezza del mondo intero nella piccolezza della grotta di Betlemme, nell’umiltà di una famiglia povera e senza grandi aspirazioni, nella poesia del bue e dell’asinello. Auguri di cuore! Infine un augurio tutto particolare vada ai giovani che oggi sono i più esposti al rischio dello scoraggiamento: sentano il richiamo della pace cantata per tutti dagli Angeli in cielo.

Autonomia delle Regioni

22 ottobre 2017: referendum per l’autonomia del Veneto. Non so se la data farà storia, certamente il risultato ha visto la grande prevalenza del si. Il quesito nella sua innocente formulazione (che in estrema sintesi era: vuoi star meglio?), non poteva non dare questo esito. E siccome tutti aneliamo a un maggior benessere si sono sentite risuonare per il si anche le campane diocesane (dalla Marangona di San Marco, a quelle di qualche più periferico campanile). La geopolitica italiana prevede Regioni a statuto autonomo, speciale e “normale” che francamente si fanno fatica a digerire: ma ora ci si prospetta una sorta di disordinato e frammentato arrembaggio all’autonomia: così esiste la via veneta, quella lombarda, quella emiliana e qualche scheggia di comune (vedi Sappada) che ha una via tutta sua. È idea iperuranica arrivare a una omogeneità di statuti regionali nei confronti dello Stato centrale? E’ vero che i governi regionali pretendono autonomia perché Roma è ladrona? (si stima che il malaffare, pur in modo variegato, sia presente a Roma, come in periferia). E’ opportuno che alcune materie siano in mano saldamente al governo centrale romano piuttosto che affidarle ad ogni singolo governo regionale? (vedi la triste vicenda delle vaccinazioni). Sono proprio necessari 21 governi regionali per organizzare la vita degli italiani? Ma qui mi fermo, capisco che la visione è onirica.

Luciano Niero

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