Da “SAN NICOLÒ E SAN MARCO” – 17 dicembre 2017

Da “SAN NICOLÒ E SAN MARCO” – 17 dicembre 2017
settimanale della parrocchia d San Marco di Mira

In questo numero non mi pare di riscontrare alcunché di particolare; contiene i soliti avvisi di tutte le parrocchie per gli appuntamenti propri del tempo di Natale.

Pure gli “Appunti di don Gino” mi sembrano un po’ sfuocati. Il primo contiene una lettera struggente di una suocera che parla del genero colpito da una malattia mortale, dramma che colpisce una giovane famiglia in un momento di letizia qual’è il tempo delle feste natalizie. Bello ed importante il fatto di coinvolgere, mediante questo scritto, l’intera comunità, rendendola partecipe di un gravissimo dramma che sta avvenendo al suo interno.

Il secondo appunto riguarda una proposta del cardinale di Milano, proposta di cui ho già riferito traendola da un altro periodico parrocchiale.

don Armando

LA NEVE

Domenica pomeriggio: ho l’appuntamento per benedire una famiglia e la loro casa. Comincia a nevicare. La neve mi mette allegria. Incontro questa giovane coppia, sono due bravi ragazzi che stanno coronando il loro segno. Si vogliono bene, hanno una casa bella, spero che presto arrivino anche a celebrare il Matrimonio cristiano.

Arriva la messa della sera e la neve ha già imbiancato i tetti, le strade, i giardini. L’allegria di vedere cadere fiocchi abbondanti cede presto il passo ad una grande tristezza del cuore. Una cara amica che è venuta a Messa mi consegna un biglietto che leggo subito e che sento il bisogno di trascrivere:

“Ho la mente in tumulto, mio genero D. morirà. A breve, secondo un freddo referto neurologico: il suo stesso corpo ha generato un gene, il prione, una proteina modificata che in breve, brevissimo tempo, porterà il suo cervello ad essere una spugna. Il corpo perderà ogni funzione. Tremo. E’ marito di una giovane donna battagliera, ma ora a volte si perde. E’ naturale. Ci sono anche due bimbe (quasi 6 e 2 anni). Tumultuose come il cervello di D. dopo l’ultimo encefalogramma. In questi giorni è a casa: c’è un grande movimento. La giovane moglie si dà da fare … ma, il suo stato d’animo? Le due bimbe si rubano il papà a vicenda … “papà mio… papà mio’.”. Giocano a spingere la carrozzina, mentre il papà guarda assente, eppure c’è, parla se è chiamato. C’è baraonda in questo piccolo appartamento: amici, vicini di casa, parenti.

Mia figlia è un po’ disorientata. Sono qui che scrivo e prego: “Papà del cielo, aiuta questo papà“.

Invito anche tu, che stai leggendo questo appunto, ad unirti a questa preghiera accorata per chiedere al “Papà del cielo”: forza, coraggio, serenità, consolazione e anche il miracolo della guarigione.

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