Da “IL PUNTO” – 19 novembre 2017

Da “IL PUNTO” – 19 novembre 2017
settimanale delle parrocchie di Catene e Villabona

Il foglio contiene un lungo articolo di don Lio Gasparotto che denuncia l’effimero, il superficiale e l’artificioso dell’umanesimo contemporaneo che, a motivo soprattutto dei social media, privano l’uomo di oggi di verità e di autenticità.

Pare che don Lio affermi che “la peste” dalla quale dobbiamo liberarci con l’invocazione alla Madonna sia appunto questa mistificazione del volto e dell’anima dell’uomo di oggi.

Il retro del foglio informa sulla festa locale della Madonna della salute – benedizione agli automezzi, processione, pesca e bar.

don Armando

Il messaggio del parroco alla comunità della collaborazione pastorale

FESTA DELLA SALUTE 2017
«Maria sia Madre della Verità»

«Alla Madonna chiediamo la grazia di renderci veri e autentici; di farci guarire dalla falsità e dalla tentazione illusoria dell’apparire»

Ci sono dei “mali silenti” che quando si manifestano mostrano tutta la loro virulenza e diventa faticoso poterli curare perché si arriva troppo tardi. Uno di questi mali è la mancanza di sincerità. E’ un dato curioso osservare le foto profilo postate sui “social network” sia dai ragazzi piuttosto che dai giovani o dagli adulti; spesso sono foto ricercate con cura (perfino ritoccate…) nell’intento di apparire belli, prestanti, in atteggiamenti studiati come fossimo dei modelli da riviste di moda o dello spettacolo.

Questo desiderio di apparire a tutti i costi, di colpire l’attenzione, di “bucare l’obiettivo”, lo leggo come il bisogno di mascherare un vuoto, un bisogno di avere conferme, di essere rassicurati e accettati. Il voler sembrare migliori o diversi

da come siamo non è una banale tentazione di vanità, è uno sbilanciamento verso la tendenza all’apparire fine a se stesso più che la manifestazione della verità. Quante volte al bello esteriore non corrisponde una bellezza interiore. Peggio: diventa una maschera ricercata per nascondere la verità della propria vita.

Ma allora mi devo chiedere: chi sono io veramente? Quale immagine propongo di me agli altri?

È preoccupante in questo senso la disinvoltura con la quale ci raccontiamo falsità, di come ci comportiamo in modo ambiguo, raccontando menzogne ed arrivando anche a tradire gli affetti più cari. A tutti dà certamente fastidio confrontarsi con persone bugiarde o che si comportano in modo diverso a seconda di chi hanno davanti.

Allora il problema non è in sé la foto pubblicata: è la falsità propria di questo modo di essere e che ci rende persone veramente povere! Se non ci preoccupiamo di far emergere la bellezza che c’è dentro la nostra vita, emergerà inesorabile la verità di un vuoto grigiore. Le relazioni hanno bisogno di verità perché le apparenze sono un grande inganno e portano a tragiche delusioni.

Viviamo oggi dentro questa realtà e questa cultura: fattori diseducanti e causa di tante sofferenze e che generano complessi. “Il falso “non vale quanto l’originale. Solo l’originale è un capolavoro, la copia non vale niente.

Solo uno sciocco può pensare di acquistare qualcosa con una moneta falsa. Alla Madonna chiediamo la grazia di renderci veri ed autentici, di farci guarire dalle tante falsità della nostra vita e dalla tentazione illusoria dell’apparire. Chiediamo a Lei, che è la Madre della Verità, di infonderci il coraggio della verità in noi stessi e nelle nostre relazioni. Ciascuno di noi è bello perché ognuno è un capolavoro unico agli occhi di Dio.

don Lio Gasparotto parroco

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