Brugnaro al Don Vecchi

Io so quando scrivo ma non so assolutamente quando il mio scritto sarà pubblicato. L’Incontro porta in testata la definizione di settimanale ma potrebbe portare anche quella di “mensile”, semestrale o pure quella di numero unico. La catena di montaggio è veramente infinita, premetto questa annotazione perché il numero de “L’incontro” in cui verrà pubblicata questa mia pagina di cronaca potrebbe uscire sia nel bel mezzo della tornata elettorale sia successivamente quando il sindaco di Venezia sarà già stato eletto.

Noi del Don Vecchi siamo “amici di tutti e fratelli di chi ci vuol bene” come dice la legge scout. Abbiamo perciò invitato tutti e faremo anche un brindisi con i candidati al comune di Venezia e alla Regione Veneto che ci vorranno fare visita perché siamo interessati a farci conoscere, a collaborare per il bene della comunità e ad offrire, a chi ci amministrerà, il nostro contributo specifico per quel che riguarda gli anziani e i poveri.

Il primo a venirci a trovare è stato il candidato sindaco Luigi Brugnaro, l’imprenditore che è diventato celebre perché ha fatto della nostra squadra di pallacanestro una tra le migliori squadre d’Italia. Il basket è uno dei pochi primati positivi di cui possa vantarsi Venezia mentre essa brilla come la stella polare per quelli negativi, vedi il deficit comunale. Brugnaro è diventato noto per aver tentato di comprare l’isola di Poveglia, purtroppo non gli è andata bene perché uno dei soliti comitati guastafeste e con la testa tra le nuvole l’ha avuta vinta e così l’isolotto è rimasto un rifugio per cocai e pantegane! I veneziani di oggi sono purtroppo fatti così!

Brugnaro ha condensato la sua impressione sul Don Vecchi con una frase che è ricorrente ma soprattutto vera: “Ne avevo sentito parlare bene ma mai avrei creduto che fosse così!”, questo vale sia per il centro sia per il polo solidale impegnato ad aiutare i poveri. Sono convinto che, sindaco o non sindaco, Brugnaro d’ora in poi sarà sempre dalla nostra parte. So che verranno a trovarci anche Casson e la Zaccariotto e mi auguro che vengano anche tutti gli altri candidati, sia al Comune che alla Regione, perché la “dottrina” del Don Vecchi può diventare una carta vincente non solo per Venezia ma per tutti i veneti!

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