Discorso sulla fede e sull’ateismo

Di natura sarei polemico ma da una vita tento di controllarmi perché convinto che anche chi ragiona diversamente da me vada rispettato, che la polemica non costruisce niente ma soprattutto perché Gesù, mio maestro, mi chiede con fermezza di amare anche i nemici.

Devo però confessare che questa volta ho faticato più del solito a non utilizzare toni polemici nei riguardi di un “lettore” de “L’incontro” che mi definisce “prete arrogante”, che giustifica il suo ateismo con l’affermazione che “lui crede alla vita prima della morte”, che San Tommaso, il quale ha formulato le cinque prove dell’esistenza di Dio, è uno “psicopatico difficile da curare”, che “credere nel creazionismo e nell’antropocentrismo” non è serio ma preoccupante, (tengo a precisare che io non ho mai accennato a queste problematiche) e per finire sostiene che “sono sempre meno le persone che credono” e “che lui è sempre libero di non credere” (ma chi mai glielo ha detto che non è libero?).

Questa esternazione, a detta del mio lettore, è nata perché ad una signora che mi ha scritto che nonostante lei sia atea fa del bene ed è serena, avevo fatto notare in maniera estremamente cortese che, come a noi credenti vengono giustamente chiesti i motivi che giustificano la nostra fede, è altrettanto lecito che si chieda agli atei di giustificare il loro ateismo. Il signore che se la piglia con me, ad esempio, motiva il suo ateismo affermando che lui “crede nella vita prima della morte”. Ebbè? Anch’io e tutti i credenti “crediamo nella vita”, e con questo? A questo signore vorrei far notare che non c’è motivo di prendersela perché dobbiamo comunque vivere in questo nostro mondo e sarebbe quindi molto meglio che credenti e atei lavorassero insieme per creare un mondo più giusto, più libero, più solidale. Credo che ciò lo si possa fare anzi lo si debba fare.

Per il resto mi permetto di fargli osservare quanto segue:

  1. non ho mai tentato di costringere qualcuno a credere né o mai irriso chi non crede.
  2. mi sento in buona compagnia con le persone del passato e del presente perché la loro stragrande maggioranza si dichiara in qualche modo credente.
  3. San Tommaso è ritenuto da tutti una delle menti più eccelse dell’umanità di tutti i tempi.
  4. una recente indagine, compiuta su un campione di un milioni di persone, e che ho pubblicato due mesi fa su “L’incontro”, afferma che la religiosità nella popolazione mondiale è assolutamente in crescita.
  5. quasi tutti gli atei che conosco mi hanno confidato che invidiano noi credenti.

Scrivo tutto questo perché nessuno possa dire che le persone religiose sono tutte credulone e sprovvedute!

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