Un odio incomprensibile

Non molti anni fa, “nell’era Berlusconi”, una giovane parlamentare del suo partito, Ministro della Pubblica Istruzione, ha fatto una riforma della scuola che però da quanto si dice pare non abbia funzionato. Sono anni infatti che la nostra scuola sforna, con sempre maggiore abbondanza, bulli e giovani per i centri sociali, ben preparati per la guerriglia urbana, nuovi “soldati di ventura” pronti a combattere tutte le guerre e ad opporsi, in maniera sistematica ed estremamente organizzata, ad ogni iniziativa dello Stato, dell’Industria e del Commercio!

Ora nell’incipiente “era Renzi” un’altra giovane donna, pure essa ministro della Pubblica Istruzione, ha preannunciato le linee guida di un’ulteriore riforma della scuola che, a parer suo, dovrebbe finalmente formare una classe dirigente di persone preparate e soprattutto capaci di creare lavoro e benessere per la nostra nazione. Ora, pur essendo questa riforma alla sua prima stesura e nonostante non si conoscano nel dettaglio le proposte vive, a parere di tutti semplicemente disastrata, è scoppiato un tale putiferio che pare che il cielo ci piova addosso. Studenti, sindacati, centri sociali, sinistra, destra, precari, presidi e cobas hanno reagito con tale violenza da far pensare che qualcuno stia minacciando l’incolumità, il benessere, l’ordine e la sopravvivenza della nazione stessa.

Io sono ormai abituato agli scioperi di inizio anno scolastico; sono qualcosa di endemico e, anche se non li approvo, li capisco perché, in un tempo in cui tutti vorrebbero tutto senza fare fatica. per i giovani, passare dalle vacanze al pur pallidissimo impegno scolastico, diventa un dramma! Quello che invece non capisco è il perché in queste occasioni scoppi per prima cosa un livore viscerale contro la scuola privata che pare essere la causa di tutti i mali; mi viene da sospettare che si tema il confronto con una scuola che funziona, che fa lavorare, che non sciopera, che è ordinata, che sforna gente preparata e soprattutto che non accetta “professori fannulloni”, sfaticati, impreparati e che non sanno né educare e neppure istruire.

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