Torni, le raccomando!

Nei giorni scorsi mi sono recato all’hospice del Policlinico a visitare una signora incontrata, qualche anno fa, all’aeroporto ove svolgeva il ruolo di segretaria del direttore. L’incontro era stato un po’ più che casuale perché io cercavo di ottenere i pasti che i passeggeri non avevano consumato e che ritornavano ancora sigillati, per rispondere alle pressanti richieste dei poveri che si presentavano sempre più numerosi al Don Vecchi per ricevere generi alimentari.

Questa signora, fattami conoscere da due dei miei vecchi ragazzi di un tempo, si era prestata a fare da intermediaria per farci incontrare i responsabili del settore. La richiesta, purtroppo, non andò a buon fine perché le solite assurde pastoie burocratiche rendono pressoché impossibile ogni opera umanitaria, ma anche perché chi non ha problemi di carattere economico, e non incontra “fisicamente” i poveri, trova più comodo dire di no per non infrangere qualche norma stupida inventata da burocrati ottusi correndo il rischio di subirne poi le conseguenze. Da parte mia non ho ancora deciso se si commetta peccato nel ritenere imbelli e disumani quei funzionari più preoccupati di osservare la più stupida delle norme che di aiutare un essere umano in difficoltà. Io sono infinitamente grato a Cristo che ha affermato che “il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”. Con questo lasciapassare me ne infischio dei burocrati e delle loro leggi e quando ci riesco vado al sodo senza alcuno scrupolo di coscienza.

Tornando a bomba, questi miei vecchi “ragazzi” mi hanno ricordato più volte che suddetta signora, ora in pensione, era ricoverata all’hospice del Policlinico e purtroppo, pressato da numerosi impegni, solo il venerdì santo ho trovato il tempo per farle visita. Una stanzetta linda e dignitosa e questo “uccellino” un po’ smarrito ed indifeso nel suo lettuccio bianco. L’incontro è stato veramente dolce e caro, come fossimo stati vecchi amici di infanzia. La visita si sarebbe anche prolungata se non fossero arrivati i miei “ragazzi” che ogni mattina la portano al bar per fare colazione con lei. “Torni, torni!” mi ha detto mentre mi allontanavo. Rincasando mi è tornata alla mente la saggia opera di misericordia: “Visitare gli infermi” concludendo che dobbiamo far sì che i nostri ragazzi del catechismo imparino a memoria le 14 opere di misericordia: esse valgono più di tutto il codice civile.

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