Un mio convincimento non condiviso

Ho già scritto parecchie volte che io condivido fino in fondo la scelta fatta dal Lussemburgo. Questo piccolo stato, una decina di anni fa, ha scelto di sciogliere il proprio esercito mandando i propri soldati a coltivare la terra o a lavorare nelle fabbriche e vendendo come ferro vecchio i propri cannoni e carri armati. Quella gente, così intelligente, ha capito che con le armi non si risolve proprio nulla. Avrei comunque ritenuto i lussemburghesi intelligenti anche se la loro scelta fosse stata dettata solo dalla constatazione che, in caso di belligeranza, il loro esercito sarebbe contato meno di una pulce al confronto di quello di elefanti come: America, Russia, Cina ed altri ancora! Dal momento però che né Napolitano, né Mattarella e neppure il caro Renzi, che dovrebbe ben sapere che nella legge scout è scritto: “Lo scout è amico di tutti e fratello di ogni altro scout”, si sono decisi a seguire l’esempio del Lussemburgo, di fronte a questo muro di gomma rappresentato dai nostri politici, ho dovuto ridurre, pur con amarezza, i miei sogni e mi accontenterei che i responsabili del nostro Paese impegnassero le decine di migliaia di nostri soldati “volontari” in “lavori socialmente utili” ad esempio: spalare la neve, ricostruire le strade e poiché sono addestrati all’uso delle armi si impegnassero anche a vigilare perché i ladri non assaltino le banche, saccheggino le case, compiano rapine, perché i “ragazzi” dei centri sociali non facciano gazzarra, non imbrattino i muri o sfascino le automobili, non disselcino le strade, e gli ultras italiani e stranieri non compiano atti di guerriglia urbana fuori e dentro gli stadi. Non so perché sia proprio necessario mantenere un esercito che costa fior fior di quattrini e che, nell’ipotesi facesse quello per cui è stato costituito, non farebbe altro che creare rovine ed uccidere innocenti. Ho un nipote nell’Aereonautica Militare, ormai vicino alla pensione, un bravo cristiano che ama la sua famiglia e fa catechismo, qualche settimana fa, incontrandolo, spinto dalla curiosità, gli ho chiesto: “Ma che cosa fai ogni giorno quando vai in caserma?”. Mi ha risposto convinto del suo lavoro: “Sono occupato nella manutenzione dei missili!”. Pover’uomo, povera Italia, povero mondo!

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