Campagna elettorale

All’ultimo momento don Gianni mi ha chiesto, a causa di un banale incidente che lo ha costretto all’immobilità, di sostituirlo ad una tavola rotonda organizzata dallo staff elettorale dell’aspirante sindaco Casson. Pur non amando questo tipo di incontri perché sono conscio di non possedere la dialettica necessaria in queste situazioni, ho ritenuto doveroso acconsentire anche perché l’incontro avrebbe potuto tornare utile alla causa dei Centri Don Vecchi. La tavola rotonda si è svolta al Laurentianum di fronte ad un pubblico formato prevalentemente da anziani ed aveva per tema: “Le nuove povertà“. Penso che gli organizzatori abbiano puntato ad interessare il mondo cattolico che non può non essere coinvolto su questi aspetti della vita della nostra città. Partecipavano all’incontro, oltre all’onorevole Casson, don Albino Bizzotto, sacerdote molto noto per le sue posizioni radicali nei riguardi dell’impegno politico e dei cattolici, un esperto in problemi agricoli ed io che, tutto sommato, rappresento la memoria storica dell’impegno della Chiesa mestrina nei riguardi del mondo dei poveri. Nel mio intervento ho precisato con chiarezza il mio pensiero ribadendo che sono poco interessato a discorsi fumosi e di circostanza sulla solidarietà e che nella mia vita ho sempre privilegiato i fatti concreti.

Monsignor Vecchi, il mio maestro di vita, diceva che: “Un fatto vale più di mille parole!”. Ho cominciato con l’affermare che alle “vecchie povertà“, ancora presenti, si sono aggiunte le nuove povertà anche se le mie maggiori preoccupazioni sono rivolte alle nuovissime povertà: mancanza di speranza, di entusiasmo, di fiducia nelle istituzioni, di coraggio, di ottimismo e di valori. Ho proseguito con il ricordare la mensa di Ca’ Letizia, le vacanze degli anziani, la rivista Il Prossimo, i trenta gruppi caritativi della San Vincenzo e per finire ho ricordato i cinque Centri Don Vecchi con i loro quattrocento alloggi protetti per gli anziani poveri, l’apertura del cantiere della nuova struttura che risponderà alle urgenze abitative e il polo solidale formato dalle quattro associazioni di volontariato. Ho concluso il mio intervento auspicando che la nuova amministrazione tenga in maggior conto il “privato sociale”, poiché attualmente il Comune “elargisce” solamente un euro e novanta centesimi al giorno per ogni residente dei Centri Don Vecchi, e si limiti a fare il coordinatore delle varie organizzazioni solidali piuttosto che impegnarsi direttamente come nel passato.

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