Scoperta tardiva

La Chiesa cattolica ha compreso ormai da decenni che la proposta cristiana, così come si è incarnata nella nostra civiltà occidentale, non è esportabile ma deve essere calata con molta attenzione, con molto rispetto e in maniera graduale nella realtà dei popoli del terzo e quarto mondo. In un passato assai remoto si sono costruite in Africa cattedrali gotiche, si è preteso di imporre un cristianesimo fotocopia di quello di Roma innestando, su una cultura oltremodo lontana dalla nostra, un innesto che ha trovato infinite difficoltà ad attecchire. Ora però il discorso è ben diverso e ben più rispettoso della tradizione e della mentalità di questi popoli. I governi della vecchia Europa e del nuovo mondo invece non hanno ancora fatto questa scoperta e continuano nel tentativo di imporre la democrazia così come è concepita da noi e come se non bastasse lo hanno fatto e lo fanno con la forza delle armi. Il disastro non poteva essere peggiore, vedi quanto accaduto in Etiopia, nei paesi dell’Africa centrale prima e in Indocina, Afghanistan, Iraq, Libia, poi questo zelo scomposto inoltre non è mai nato dal desiderio di liberare i popoli dalla schiavitù e dall’ignoranza ma è sempre stato direttamente legato alla quantità di materie prime disponibili in questi paesi. In questo clima di grande instabilità, alla ricerca di un nuovo equilibrio mondiale, emergono e vengono strumentalizzate tensioni religiose e sociali che inevitabilmente spingono i comportamenti alle estreme conseguenze con il rischio di contrapposizioni violente senza fine con quei paesi del mondo industrializzato che, senza badare al costo in vite umane, tentano con ogni mezzo di difendere le proprie posizioni di privilegio. Credo che da questi errori dovremmo imparare a rispettare i ritmi dell’evoluzione ricordandoci del vecchio detto latino che recita: “Natura non facit saltus”.

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