Insulto ai poveri

Qualche settimana fa ho letto su “il Gazzettino” una notizia, che ormai non si può più nemmeno definire notizia, e cioè che a Venezia è stato aperto un nuovo albergo! Ogni anno Venezia perde abitanti e ogni anno aumentano i turisti cosicché tutta la vita cittadina, pian piano, si adegua sempre più alle richieste dei turisti piuttosto che rispondere alle esigenze della popolazione autoctona. Sennonché “la notizia non notizia” ha attratto la mia attenzione per il costo di una suite.

Da quanto ho potuto capire il costo di una camera, nel nuovo albergo, è di tre-quattrocento euro a notte, quasi la pensione mensile di una delle cinquanta persone che vivono al Don Vecchi. Credo che notizie del genere vengano offerte con una certa enfasi per evidenziare le capacità ricettive di Venezia, città che può soddisfare anche le esigenze più raffinate dei ricconi del nostro tempo.

Questi nuovi alberghi, così costosi, sono in realtà un’ignominia ed un’offesa alla povera gente che deve ridurre le proprie spese perfino per l’acquisto dei generi alimentari. Credo poi che sia ancora più triste e desolante che nessuno si indigni per il fatto che, né la Chiesa né la Civica Amministrazione, bollino di ignominia simili sperperi. Di fronte a tali notizie ancora una volta sento il bisogno di pregare il Signore per me e per tutti: “Signore non darmi né la miseria né la ricchezza ma soltanto quello che è necessario per vivere!”.

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