Il preside e il presepe

Come rifiuto i cristiani saccenti e boriosi che credono di essere soltanto loro i possessori della verità, allo stesso modo rifiuto i cristiani che, da cittadini, si comportano da pavidi e non hanno il coraggio di testimoniare, apertamente e senza complessi, la loro fede e la loro cultura.

Alcune settimane fa, vicino al Natale, tenne banco, per un paio di giorni sulla stampa locale, l’episodio di un preside di un paesetto della Marca Trevigiana che proibì che si facesse il presepe in classe per timore di turbare i bambini di religione mussulmana, che a parer mio, avendo avuto la fortuna di arrivare in Italia avrebbero ora la grande opportunità di imparare a conoscere i valori della fede cristiana e della cultura dell’occidente.

Questi nostri connazionali complessati, che paiono non consapevoli della ricchezza del patrimonio di civiltà del nostro paese, sono di mentalità così arretrata da non aver ancora capito che solamente il dialogo, il confronto di tesi e pensieri diversi sono motivo di arricchimento!

I mussulmani sono purtroppo, in buona parte, ancora integralisti e in ritardo con la storia e perciò è veramente un dono immenso per loro conoscere finalmente la democrazia, la dignità della donna, il valore della non violenza, la sacralità della vita e il rispetto di chi la pensa diversamente a livello religioso in una società che rispetta le loro convinzioni religiose.

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