Preoccupazioni

Ho cominciato dalle medie a sentirmi ripetere che la storia è maestra della vita”, ma essendo la storia figlia della cronaca, pure la cronaca dovrebbe insegnare qualcosa a noi, gente del nostro tempo, così dovremmo imparare anche da questa una lezione di vita.

Mi rifaccio alle notizie che due o tre volte la settimana appaiono sul Gazzettino circa le manovre che si sono cominciate a fare per individuare quelli che dovranno governare il nostro Comune. Fin subito, dopo il fallimento dell’amministrazione Orsoni, che non è caduta solamente per l’incidente di percorso del sindaco, ma soprattutto per l’incapacità di chiudere il bilancio, ho pensato che per Venezia sarebbe una vera fortuna avere il commissario ancora almeno per due tre anni, per risistemare alla meno peggio questo carrozzone che fa acqua da tutte le parti, operando di bisturi per i tagli necessari perché il Comune possa sopravvivere per rendere più efficace la burocrazia elefantiaca che è diventata ormai un peso insopportabile per la città.

Qualche tempo fa, in occasione di uno dei tanti convegni perditempo per individuare le caratteristiche del nuovo sindaco, avevo auspicato che si puntasse su un imprenditore di successo il quale fosse il più lontano possibile dai partiti politici e che amministrasse con oculatezza, saggezza e decisione la grande azienda del Comune, che come tutte le aziende ha le sue entrate, ma anche le sue uscite, ma che come tutte le aziende serie deve far quadrare il bilancio, non deve avere esuberi di personale, deve eliminare gli sprechi, le spese inutili, deve poter licenziare i fannulloni, eliminare passaggi burocratici inutili, ma soprattutto non deve essere in balia dei sindacati e dei dipendenti.

Il sindacato non può continuare ad essere pagato dall’amministrazione, ma fatto da volontari oppure stipendiato dai suoi aderenti e deve agire collaborando, non ridursi ad un organismo pagato dai cittadini perché viva per piantar grane solamente.

I primi approcci dei quali ci ha informato la stampa, vanno esattamente nel senso opposto. Sono apparsi i nomi dei vecchi personaggi che non si sono mai misurati con la vita reale, ma sono cresciuti non dico all’interno dei singoli partiti, ma al seguito di certi capetti che per ottenere il potere sono disposti a tutto, perché non sono per nulla preoccupati del bene della comunità, ma soltanto dell’affermarsi della propria fazione.

Una volta ancora non mi resta che far mia la preghiera di don Zeno Saltini il quale si rivolse al Cielo con queste parole: “Angeli dalle trombe d’argento, suonate l’accolta di tutti gli uomini di buona volontà, voi che conoscete i nomi e gli indirizzi, perché si mettano assieme per servire il Paese e per non lasciarlo ancora una volta in mano ai parolai, ai ciarlatani e ai vendivento!”.

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