Le sorprese di Dio

Non so se sia un fenomeno tipico della vecchiaia, oppure sia un qualcosa che fa parte della nostra natura e della nostra vita, il fatto che un discorso, un evento che hai vissuto e sperimentato tante volte, ti appaia sotto una luce diversa e ti offra un bellissimo frutto che non hai mai colto fino a quel momento.

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere durante la santa messa, un episodio arcinoto dell’Antico Testamento. Narra infatti la Bibbia che un certo Naam, abitante della Siria e funzionario di alto livello, fu colpito dalla lebbra. Un ebreo suggerì allora al suo re di mandarlo in Israele ove c’era un profeta che lo poteva guarire. Ci andò, accompagnato da grossi doni da fare al profeta. Questi, dopo qualche precisazione, gli disse che Dio lo poteva guarire, ma che comunque lui ne era solamente un suo strumento. Infine però gli prescrisse di bagnarsi per sette volte nelle acque del fiume Giordano.

A me sono sempre sembrati strani questi tipi particolari di ritualità, comunque a Naam parve che la prescrizione di Eliseo fosse fin troppo semplice, scontata e perfino banale perché si era immaginato che l’intervento del profeta dovesse essere più complesso. Stava quindi per andarsene senza essere guarito. Fortunatamente per Naam un servo “gli apre gli occhi” e lo incoraggia a provare questa soluzione e la guarigione arriva.

Tantissime volte in passato avevo letto questa storia un po’ strana, come una dei tanti strani eventi e comportamenti dell’Antico Testamento. Ma questa volta “si sono aperti anche a me gli occhi” e m’è parso di scoprire in questo evento una grande verità di cui devo sempre tener conto. Quante volte crediamo di non ricevere il bene da Dio solamente perché Egli non arriva sotto la forma che noi ci aspettavamo. Da sempre mi è stato insegnato che il cuore della fede è fidarsi sempre e comunque di Dio, qualsiasi sia il modo col quale Egli voglia aiutarmi. Mentre sarei anch’io portato a vedere e ringraziare il Signore solamente quando mi si presenta secondo i miei schemi mentali e secondo le mie convinzioni.

Il popolo ebraico aveva come forte e unica speranza l’avvento del Messia e quando il Messia finalmente arrivò, non lo riconobbe e non lo accolse perché non si era presentato secondo le sue logiche e il suo modo di attendere.

Gli interventi di Dio, sia che Egli li presenti con benevolenza, o viceversa, sono sempre a mio favore perché Dio rimane sempre fedele alla sua promessa. E’ intelligente e saggio chi è sempre pronto ad aprire la mente e il cuore al bene, qualsiasi sia la forma con la quale Egli li offra, fosse perfino la malattia e la morte.

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