Bravo Alfano!

Un tempo per far prendere coscienza che ognuno, al di sopra della propria fede, cultura e religione, deve farsi partecipe dei drammi del mondo intero e rendersi parte attiva per risolverli, si diceva che l’uomo deve essere “cittadino del mondo”. Oggi mi pare si sia abbandonata questa locuzione, ma la sostanzia non cambia.

E’ finita l’epoca delle piccole patrie, dell’arroganza nel ritenere il proprio Paese, la propria cultura e la propria religione migliore delle altre, è finito il tempo di appartarsi paghi della pace e del benessere della propria gente. Oggi tutti, o perlomeno gli uomini più aperti, si debbono sentire compartecipi e corresponsabili di tutto quello che avviene nel mondo intero.

Io confesso d’aver assimilato in modo profondo ed assolutamente convinto questa impegnativa, ma magnifica verità. Così come mi fa felice e mi offre entusiasmo e speranza la visione dei trentamila giovani scout che hanno scritto nei prati di San Rossore: “la carta del coraggio” e come mi fanno felice le folle sterminate che tanto frequentemente vanno a sentire la parola buona ed incoraggiante di Papa Francesco, altrettanto mi angosciano le guerre fratricide che oggi insanguinano tanta parte della nostra terra.

Talvolta sono perfino assalito da incubi notturni e da angoscia al pensiero e alla visione di tante rovine e di tanto sangue provocato in tante parti del mondo da uomini dissennati, avidi di potere, fanatici, irresponsabili, che coinvolgono e fanno pagare a creature innocenti il prezzo della loro follia e della loro spietata ferocia.

Pensavo che le mostruosità avvenute durante l’ultima guerra mondiale, che ebbero come truci protagonisti Hitler, Stalin, Mussolini e tutti i satrapi di secondo piano, avessero raggiunto il fondo insuperabile della follia. Invece no! oggi c’è perfino di peggio. Quando penso a quello che avviene in Siria, in Ucraina, a Gaza, in Libia ed ora in Iraq, provo un senso di desolazione, di smarrimento e di impotenza. Negli altri scacchieri c’è almeno qualche pretesto di nazionalismo o di interessi d’ordine economico che non giustificano niente, ma almeno sono compresi nell’avidità e nella sete di potere – antiche magagne dell’uomo – ma ora che si promuova una “guerra santa” (il termine stesso rappresenta una esecranda bestemmia contro Dio), che si pretenda oggi la conversione all’Islam con la forza, che si segnino le case dei cristiani per distruggerle, che si compiano le più grandi nefandezze in nome di Dio, è quanto di più mostruoso si possa immaginare.

Io che ho sempre condannato senza appello le crociate di cinque secoli fa, debbo essere vigile perché dal fondo del cuore sentirei la tentazione di sognare che i paesi cristiani, o solamente civili, promuovessero una crociata contro la barbarie.

Spero almeno che l’esempio di Alfano di espellere su due piedi l’imam di San Donà che predicava l’odio, valga per tutti i musulmani che vivono in Italia e siano espulsi anche se mostrassero solo la minima simpatia per i seguaci del califfo della morte e del’orrore.

06.09.2014

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