Il modo di vivere di ieri e i “comandamenti” dei mass-media

Nota della Redazione: questa riflessione di don Armando va presa come tale e non applicata alla lettera e/o indiscriminatamente. Taluni cibi, se ingeriti dopo la data di scadenza, possono portare problemi e disturbi. La data di utilizzabilità di un alimento dopo la sua scadenza varia a seconda della natura dell’alimento stesso, dei conservanti in esso presenti, ecc. Raccomandiamo quindi prudenza, soprattutto nei confronti dei bambini e nelle situazioni di grande caldo.

Qualche settimana fa un mio amico che s’è assunto il compito di aprire nuovi punti di distribuzione de “L’incontro”, e perciò bazzica per negozi per piazzare il nostro periodico, tutto felice mi ha portato un cartone di alimenti scaduti “per i poveri”.

Sono tornato al “don Vecchi” sperando di far cosa grata offrendo questi alimenti – biscotti, caramelle, pizzette ed altro – ma per prime le donne di cucina alle quali ho mostrato il cartone di alimenti, dopo uno sguardo ed una rapida lettura della data, hanno liquidato il dono con una sentenza perentoria e definitiva: “Scaduti!” La sentenza era inappellabile e sono convinto che se mi fossi presentato a tutti i giudici, competenti o meno in materia, esistenti al “don Vecchi”, la risposta non sarebbe stata meno pronta e definitiva: “Scaduto!”, termine equivalente alla condanna “alla spazzatura!”

Non conosco la fine di quel cartone, ma se non è stato buttato con disprezzo nella pattumiera, di certo esso non ha potuto che finire da suor Angela, l’anziana religiosa che deve aver fatto voto di mangiare solamente avanzi e alimenti scaduti e, nonostante ciò, è viva, vegeta e instancabile con i suoi quasi novant’anni e il suo alimentarsi senza troppi pregiudizi. I mass-media sono veramente micidiali, hanno creato un’opinione pubblica talmente stupida e preconcetta per cui nessun comandamento di Dio e nessuna legge dell’uomo è così cogente ed osservata.

E’ morto solamente poco tempo fa il frate francescano che girava le calli veneziane con la bisaccia da cerca. Cosa pensiamo che raccogliesse se non pane vecchio che i frati e i poveri hanno mangiato da secoli pur morendo assai longevi?

Ogni volta che mi capita sottomano un articolo in cui si parla dello spreco di generi alimentari, lo pubblico senza pensarci un istante, ma quale incidenza può avere la mia povera voce di fronte ai mass-media che sono pagati per convincere a buttare per poter produrre ancora e di più!

Oggi s’arriva alla patente di stupidità di dare perfino una scadenza al pane. Il pane più diventa vecchio più diventa duro, e forse fa più bene perché se ne mangia meno! Quando ero bambino, andavo con il pentolino a prendere il latte appena munto e, non avendo frigorifero, specie d’estate, spesso andava a male. La mamma buttava via il siero che s’era formato e ci dava la “ricotta” con ciò ch’era rimasto. Nonostante ciò io ho ottantadue anni e i miei sei fratelli fortunatamente sono tutti vivi e vegeti.

So d’essere una voce “che grida nel deserto”, ma lasciatemi ripetere: “non lasciamoci troppo influenzare dal nuovo decalogo pubblicato su carta da parte dei mass-media al soldo di industriali avidi e furbastri. Sono ogni giorno più convinto che la nostra società potrà salvarsi solamente praticando il risparmio, la sobrietà di vita ed obbedendo all’ordine di Gesù che di alimenti ne poteva produrre a volontà e che invece prescrive ai suoi apostoli: “Raccogliete gli avanzi!”.

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