Una celebrazione quotidiana di carità e nell’altruismo

Ogni giorno, verso le sedici, faccio una capatina nell’interrato del “don Vecchi” perché, dalle 15 alle 18 il “don Vecchi” di sotto ha il volto di una casba araba pulsante come il centro commerciale di una metropoli internazionale.

Il “giro” che compio è soprattutto teso a gratificare il centinaio di volontari che per cinque giorni la settimana dedicano pressoché l’intero pomeriggio al “servizio della causa”! Però la visita quotidiana rappresenta anche per me la celebrazione eucaristica vespertina. Il corpo di Cristo si muove e vive per cinque giorni alla settimana nei grandi magazzini del “don Vecchi”.

La celebrazione del corpo del Signore non si esaurisce in una lode tra pochi fedeli di una “messa” privata, ma al don Vecchi si celebra ogni giorno un pontificale maestoso, solenne ed affollato.

Proprio qualche giorno fa, in una lettura del breviario, ho letto una meditazione di san Giovanni Crisostomo (Crisostomo significa bocca-voce d’oro) che pensa esattamente come me, o meglio sono stato felicissimo di riscontrare che le mie convinzioni sono uguali a questo grande padre della Chiesa.

Crisostomo afferma con chiarezza assoluta di termini che il Signore si venera non tanto con le pietre preziose di un tempio o nella sfarzosità dei riti, ma nell’amore e nel servizio ai poveri, che rappresentano e sono il corpo reale del Signore.

Confesso che nelle due settimane di agosto, quando i magazzini sono rimasti chiusi, mi è sembrato che il don Vecchi fosse diventato un monumento ai caduti e non quella cittadella della solidarietà nella quale i cittadini del mondo possono incontrare il volto più reale e più bello della Chiesa e del messaggio di Gesù.

Dopo l’estate la vita è ripresa quasi per incanto e le brezze autunnali hanno determinato veramente il tutto pieno.

Mi fa felice e mi esalta l’andirivieni frettoloso di questo mercato atipico, ma vivace e ricco di altruismo. Talvolta mi capita di domandarmi come tante comunità parrocchiali pare non abbiano capito che la solidarietà è il sangue vivo che scorre nelle vene della Chiesa e che un corpo senza sangue è morto?

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