Il peso delle parole con le ali

Qualche giorno fa Lucia, mia sorella, è ritornata da un suo ennesimo viaggio in Africa. Lucia ha preso il “mal d’Africa” circa quarant’anni fa, avendo accompagnato il famoso oculista prof. Giovanni Rama, che ebbe la splendida idea di donare ai poveri del mondo un periodo delle sue ferie per andare ad offrire il suo contributo di professionista ad un piccolo ospedale situato nel cuore della savana, arsa e selvaggia, in Kenia.

Il medico locale riservava i casi più difficili alle mani magiche dell’oculista mestrino. Mia sorella fu scelta a far parte dell’équipe che era necessaria per gli interventi.

Il contatto con un mondo così povero, ma semplice, sano e riconoscente, fece si che mia sorella non seppe più staccarsi da quella gente che l’aveva accolta con tanto affetto e tanta riconoscenza e continuò ad interessarsi, a portare aiuti, anche dopo la morte di Rama.

L’altro giorno venne al “don Vecchi” per salutarmi, per riferirmi che i bimbetti dalla pancia gonfia avevano tanto pregato per me, e per parlarmi degli immensi problemi di quella povera gente. Tra un discorso e l’altro mi riferì che la piccola comunità di suore che lavorano in ospedale, segue la scuola delle infermiere e si prodiga in ogni modo per i poveri. Mi confidò poi che leggono ogni giorno con interesse una pagina del mio “diario”. Certamente, nella confidenza di queste care donne, che spendono la loro vita per gli altri, c’era della cortesia nei riguardi di mia sorella, però il fatto che le mie riflessioni siano giunte tanto lontano e ad anime così pulite e sensibili, mi fa quasi rabbrividire per la responsabilità che, in modo spesso disinvolto, mi assumo nei riguardi di un prossimo così sensibile e diverso.

Pensando a queste confidenze, credo una volta ancora che da parte mia sia quasi un azzardo adoperare strumenti così delicati e pericolosi, quali sono la penna e la parola, senza valutare fino in fondo quale sia l’impatto e quale risultato possano avere le mie riflessioni sulla vita.

Questa notte mi sono svegliato più di una volta pensando a questo problema. Sono arrivato alla conclusione di dover ripetere che le mie parole non sono la Bibbia, ma solamente un’occasione di confronto, ma soprattutto ho pregato per quegli uomini e quelle donne che intendo solamente amare e, semmai, aiutare.

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