Ricordi di un mondo con più poesia

Quant’è difficile recuperare le atmosfere e le dolci sensazioni dell’infanzia!

Uno dei divertimenti sani, anche se pericolosi, era quello di andare a scivolare sul ghiaccio.
Non c’era inverno in cui i canali non ghiacciassero permettendo a noi ragazzi di costruirci degli slittini e poi gareggiare sulla lastra liscia di ghiaccio.

Era un’impresa la costruzione dello slittino, un piccolo sedile di tavola con due ferri rotondi per scivolare sul ghiaccio, un poggia gambe sul davanti e due bastoni chiodati per darci la spinta.

Il guaio era che spesso ai bordi della sponda al sole, il ghiaccio era più sottile e non era impossibile che non reggesse, perciò si finiva facilmente a mollo!

Presentarsi bagnati dalla mamma era un dramma, povera donna non aveva un guardaroba fornito, spesso c’era solo un cambio di indumenti, quindi si faceva un gran falò di canne e tornavamo a casa affumicati più che asciutti.

Poi c’era pressappoco ogni inverno due o tre volte la neve, le battaglie a palle di neve, i pupazzi, gli igloo, ma soprattutto la campagna silenziosa ed ovattata da quella soffice e leggera coltre bianca:

Con la neve si organizzava la caccia ai passeri, mettevamo una porta sorretta da un lato da un piccolo bastoncino legato da uno spago, poi si spargeva sotto la porta frammenti di pane e quando i passeri si calavano per mangiare il pane, tiravamo lo spago e i passeri rimanevano intrappolati sotto la porta.

Ora avrei scrupoli, a quel tempo definivo il gioco: astuzia, lotta per la sopravvivenza!

Ora tutto sembra più banale i bambini sono sempre occupati, se vogliono pattinare sul ghiaccio hanno i palasport riscaldati, la neve fa fatica a arrivare alla terra perchè diventa ancora prima poltiglia grigiastra e fangosa.

Sembra che il nostro mondo abbia rubato la poesia alla vecchia natura e tutto sia diventato banale e più squallido tanto che una volta finito di nevicare sarei tentato di promuovere un triduo o una novena perché piova e cancelli tutto.

Il mondo moderno ci ha dato tanto, ma ci ha tolto ancora di più perché un mondo senza poesia e senza incanto non diventa solamente un povero mondo, ma un mondo in disfacimento!

O forse tutto questo dipende solamente dalle cataratte della vecchiaia che ti fa rimpiangere il passato!

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