Incontro con un San Francesco dei giorni nostri

Avevo appena terminato la messa. Ero contento perché avevo respirato, durante la celebrazione, un’aria di profonda intimità e di grande raccoglimento. Qualcuno mi ha confidato che la nuova chiesa, con le grandi capriate e tutto il soffitto in legno, gli dà l’impressione di trovarsi in una baita di montagna.

Per certi versi è vero, pare sempre di trovarsi in un luogo in cui si respira un’aria di famiglia, di intimità, motivo per cui non si fa alcuna fatica a creare comunità e a sentirsi vicini.

Comunque stavo uscendo particolarmente contento; l’incontro con Cristo, con i fratelli e con la Sacra Scrittura, aveva finalmente appagato il mio spirito, quando mi fermò un giovane distinto, dall’apparente età di 25 o 30 anni, il quale mi disse: “Vorrei, don Armando, darle un contributo per cui avrei bisogno che mi desse le coordinate della banca della sua Fondazione”.

La cosa prima di incuriosirmi, mi sorprese; normalmente sono le persone anziane che mi aiutano con offerte più o meno consistenti, i giovani o non hanno soldi oppure se li hanno pensano ad altro che alle opere di carità.

La sorpresa mi mise sull’onda della banalità spingendomi a domandargli se stava studiando. La domanda però mi aprì uno squarcio su un mondo ideale sorprendente. “Studiavo” mi disse “Poi un anno fa mi sono fermato per fare il punto sulla mia vita, per chiedermi, perché vivo?” Mi raccontò che aveva fatto, durante l’ultimo anno, varie e forti esperienze religiose, era stato perfino a Calcutta, da Madre Teresa. Ora stava frequentando dei religiosi per studiare la sua vocazione. Aggiunse “Ho capito che devo liberarmi delle cose che mi condizionano e da ciò è nato il proposito di darle del denaro”. Mentre mi parlava, d’istinto collegavo il suo volto, il suo sguardo al volto del poverello d’Assisi appeso alla parete ed illuminato dal faro nella chiesa semibuia.

Il mio animo non poté che associarlo al giovane Francesco d’Assisi e alla sua avventura evangelica.

Anche oggi, chi lo direbbe mai, c’è chi si innamora di “Madonna povertà” chi si lascia inebriare dal mondo pulito e bello della natura, chi sogna di poter salvare l’uomo dal grigiore e dalla fatuità di una vita insignificante.

Questa è per me una giornata veramente fortunata. La copia del Francesco di Cimabue da ieri è viva e si confonde col volto del ragazzo che ho incontrato uscendo di chiesa.

Sta terminando il 2009 se non avessi incontrato altro, questo incontro qualificherebbe positivamente l’intero anno trascorso!

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