Fare nostra la Parola, non solo ascoltarla ma viverla come sprono!

Questa mattina mi sono imbattuto in uno di quei brani del Vangelo che fanno accapponare la pelle, tanto sono impegnativi.

Sembra, leggendo le affermazioni categoriche e taglienti di Cristo, che Egli ti voglia veramente provocare e metterti con le spalle al muro: “Amate i vostri nemici – fate del bene a coloro che vi odiano – benedite coloro che vi maledicono – pregate per coloro che vi maltrattano – a chi ti percuote la guancia destra porgi anche l’altra – a chi ti toglie il mantello dagli anche la tunica – dà a chiunque ti chiede – a chi ti prende del tuo non richiederlo – non giudicate – non condannate – date..” ecc.

Ho letto meglio che potevo il testo e le poche creature presenti, quiete e tranquille hanno ascoltato come Gesù ci avesse rivolto delle parole carezzevoli o ci avesse fatto dei complimenti.

Talvolta ho la sensazione che i cristiani non prendano per nulla seriamente quella che noi preti, giustamente proclamiamo con enfasi: “Parole del Signore!”
C’è qualcosa che non quadra in questo comportamento.

Questa mancata reazione e questa, almeno apparente assuefazione, a parole che dovrebbero indicare la rotta ai discepoli di Cristo, costituiscono un problema che credo dovremmo affrontare in maniera tale che la parola di Cristo diventi determinante per chi sceglie Gesù come maestro e guida.

C’è poi da chiarire ed inquadrare queste affermazioni così categoriche di Cristo.

Gesù con queste regole circa la carità, propone la sua utopia, ossia la meta altissima e sublime a cui tendere, anche se consapevole che noi mai la realizzeremo compiutamente.

Noi cristiani, perlomeno dovremmo essere convinti che l’utopia di Cristo è quanto di più sublime si possa e si debba proporre all’umanità, per questo motivo Gesù ha avuto il coraggio di proporla, anche se questa vetta da raggiungere provoca le vertigini.

Secondo aspetto, ognuno dovrebbe maturare la convinzione e il proposito che è giusto e doveroso fare ogni sforzo per procedere verso questa vetta e che è sempre possibile spostare in avanti i paletti, battere i record finora raggiunti.

Salvo d’Aquisto, padre Kolbe, madre Teresa di Calcutta in questi ultimi decenni sono stati dei campioni in assoluto!

Ebbene i cristiani devono convincersi e devono impegnarsi, o per lo meno superare i propri records, pur sapendo che sarà estremamente impegnativo e difficile e perciò ci vorrà uno sforzo continuo e quanto mai serio!

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