Don Armando Trevisiol


Archivi per la categoria ‘Operazione Alzati e cammina’

Una lettera che spero aiuti a darci una mano e a crescere in umanità

sabato, 29 maggio 2010

Ieri ho raccontato a questo “diario” che è diventato il confidente dei miei pensieri, delle cose che mi capitano ogni giorno e delle miei reazioni; la vicenda del furto della carrozzella che avevamo offerto ad una cara persona che sta diventando progressivamente disabile.

Il “diario” poi sommessamente, in maniera discreta, racconta a sua volta, a chi gli interessa, ciò che questo vecchio prete confida al “diario”.

Non tutto e non sempre riesco ad inserire nelle pagine bianche quello che mi passa nella mente e nel cuore. Mi sono accorto che finisco per confidare più spesso reazioni amare, precisazioni angolose e prese di posizione aspre, anche se convinte.

Nella mia vita di vecchio prete, però sono anche molte le gioie, i momenti di soddisfazione che mi ripagano di tante battaglie aspre e talvolta perdute. Qualche giorno fa ho ricevuto dalla signora della carrozzella questa lettera che trascrivo; non spero che converta i ladri ma spero che invece ci aiuti a darci una mano e a crescere in umanità.

Mestre 22.04.2010
Questo è un mondo di lupi.
Non voglio più vivere in questo mondo di lupi.
Caro don Armando, non so che m’è preso l’altro giorno quando le ho telefonato per comunicarle il furto della carrozzina, una delle vostre presa a prestito. O meglio, lo so. Ero in preda ad una collera tremenda, quella che mi faceva pensare: se li prendo li strapazzo (gli ignoti ladri).
Io stessa in quel momento ero lupo, me ne sono resa conto poi.
Lei è stato proprio gentile e largo di manica, mi ha riportato alla ragione.
Da un po’ di tempo mi sono accorta che quando ho più bisogno di pensieri positivi, mi arrivano, una conversazione, un libro (giusto al momento giusto). Ieri sono entrata nella chiesa dell’ospedale e ho preso L’incontro e il Coraggio. A casa ho trovato l’autobiografia di don Andrea Gallo (fuori catalogo, richiesto e ricevuto. Non ci speravo)
Ho letto il suo diario don Armando, forte forse più di sempre tanto che persino la carta su cui è stampato scricchiola di più. Schietto e sincero. Riconosce che non era un lupo vicino a lui ma non lo ha guardato con malanimo.
Poi ho letto il libro di don Gallo, ha a che fare con lupi, di altro genere magari, e nemmeno lui vuole strapazzarli.
Per grazia di Dio, c’è lei, c’è don Andrea c’era don Mazzolari.
Vi voglio bene (a lei di più)
Lettera firmata.


L’aiuto reciproco deve diventare un codice di comportamento scontato!

venerdì, 28 maggio 2010

Nel tardo pomeriggio mi ha raggiunto una telefonata, a dir poco sdegnata.

Una signora, neanche troppo anziana, non riesce più a deambulare, un po’ perché eccessivamente obesa a causa di qualche disfunzione ed un po’ perchè un progressivo indebolimento delle gambe non le permette d’essere totalmente autonoma. Assidua lettrice de “L’incontro”, sapeva che tra tante altre iniziative al don Vecchi, raccogliamo e distribuiamo supporti per le infermità. A dire il vero questo nostro magazzino non è sempre gran che fornito, perché quando abbiamo dato una carrozzella per infermi ad un moldavo o ad una ucraina, l’attrezzo non ritorna più da noi per essere riutilizzato. Chi ne ha bisogno, dato che nel lontano paese ha un congiunto che ne ha bisogno e l’organizzazione sanitaria e le risorse economiche non gli consentono di avere l’attrezzo.

Comunque avevamo avuto la possibilità di offrire la carrozzella a suddetta signora, senonché durante la notte gliela hanno rubata nonostante fosse posizionata sul pianerottolo del primo piano.

Da questo furto “macabro e sacrilego” nasceva l’indignazione di chi m’aveva chiamato al telefono. Io condivisi l’indignazione, ma le dissi che ne avremmo messa a disposizione un’altra, non siamo infatti né una bottega né una banca, ma la nostra attività poggia sul concetto del servizio e della solidarietà.

Mi parve rasserenata e poi mi scrisse una bella lettera di ringraziamento, facendomi delle lodi che non merito.
Dovrebbe a mio modesto parere essere finito il tempo, per cui si dia per scontata la prassi della solidarietà e non si ritenga più un merito di chi la pone in atto.

L’aiuto reciproco deve diventare un codice scontato di comportamento, anche se purtroppo siamo ancora lontani da questa meta che dovrebbe essere ovvia per noi cristiani!


“Là c’è la Provvidenza!”

domenica, 12 ottobre 2008

Alessandro Manzoni ha messo in bocca al povero e spaesato Renzo Tramaglino la battuta che ha fatto tanta fortuna e che spesso rasserena pure me, tanto che spesso, quando mi sento frastornato e travolto dalle istanze della vita, esclamo “Là c’è la Provvidenza!” e sempre in qualche modo si apre uno spiraglio di speranza e di soluzione.

L’ultima volta che si è accesa questa lampada rasserenante è stato qualche giorno fa quando alle otto di sera suonarono alla porta del mio quartierino, Lino, il responsabile del don Vecchi Marghera, assieme a Stefano, il suo fedele scudiero, tecnico della ristorazione.

Dapprima ebbi un tremito di preoccupazione “Cosa sarà successo?” poi invece l’atmosfera si rasserenò di colpo quando mi dissero: “Abbiamo ottanta polli allo spiedo da metterle a disposizione”.

Nello stabilimento che ha assorbito la Rex, la Zanussi ed aziende del genere, stanno mettendo a punto un programma per cuocere polli allo spiedo e Stefano ci ha portato, per il Seniorestaurant, i polli sui quali stavano facendo esprimenti di cottura.

I commensali hanno gradito quanto mai i polli fuoriprogramma, mentre io ho gradito di più ancora l’intervento quanto mai propizio della Provvidenza! Il giorno dopo Rocco è andato all’INS per acquistare un quintale di pasta perché il nostro “Banco alimentare” era sfornito, se non che una signora ha accompagnato con un bigliettino bianco “il suo pensierino” con 60 chili di zucchero, 60 di riso e 80 vasi di pelati, non potei non esclamare “Là c’è la Provvidenza!”

Pochi giorni fa Luigi, il responsabile dell’operazione “Alzati e cammina” mi ha riferito che erano giunte una quarantina di carrozzine e di comode per infermi, strumenti dei quali da giorni eravamo sprovvisti.

Assieme abbiamo esclamato “Là c’è la Provvidenza” tanto che questa esclamazione sta diventando “un altro pro nobis” delle litanie della Madonna!


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