Don Armando Trevisiol


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Signore, dacci un Patriarca che sia parroco dei parroci!

Credo che presto la stampa ci darà la notizia definitiva su chi sarà il Patriarca di Venezia, il nostro Vescovo.

Don Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta, s’è lamentato ed ha criticato chi, con leggerezza, fa pronostici e passa illazioni sul nome del nuovo Patriarca; dice che non è corretto e rispettoso. Mi guardo bene dal contraddire questo monito del mio illustre nipote.

Tutto questo però non mi vieta di esprimere un auspicio che rivolgo al Signore come preghiera. Lo feci già nel passato scrivendo una “lettera aperta” al Padreterno quando aspettavamo il successore di Papa Roncalli e il Signore mi ascoltò fin troppo; ora tento di nuovo, però domando un qualcosa di diverso da ciò che ho chiesto un tempo e che l’esperienza mi suggerisce. In quell’occasione, ormai lontana scrissi al buon Dio che ci mandasse un patriarca che facesse il suo ingresso a piazzale Roma non con una Mercedes scortata da due motociclisti della polizia stradale, ma in Cinquecento e poi prendesse il vaporetto di linea; che rifiutasse il presentatarm dei militari, che arrivasse con una tonaca che per sorreggere la quale non servisse il caudatario.

Il Signore, bontà sua, mi ascoltò, ripeto fin troppo, mandando Albino Luciani che era straricco di modestia e di umiltà, tanto che in occasione delle cresime, me lo vidi un giorno arrivare da Favaro, tutto sudato, in bicicletta!

Forte di questa esperienza positiva, questa volta chiedo al Signore un vescovo “mediocre”. Mi spiego: non un vescovo in odore di diventare Papa, o che ambisca che Venezia diventi la cerniera tra l’oriente e l’occidente, o che sia richiesto a parlare ovunque in ogni occasione dai massimi sistemi, ma un vescovo alla Agostini, il vecchio Patriarca che si interessava della dottrina cristiana, delle prediche di noi preti, che controllava se fossimo per tempo al confessionale e di come andavano le associazioni delle parrocchie.

Sogno un Patriarca che sia un buon padre di famiglia, così alla buona che partecipi ai drammi dei preti, condivida le loro difficoltà, sia in visita pastorale ogni giorno, così semplicemente, alla chetichella, per incoraggiare, consolare, pungolare e, perché no? anche pretendere!

Penso che sia difficile anche per il Signore trovare un vescovo di eccellenza, ma donarci un vescovo che sia il parroco dei parroci, dovrebbe essere meno faticoso e più facile reperirlo. Chissà che il Signore non mi ascolti anche questa volta!


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